I giovani stanno male.
E non per le solite crisi esistenziali che costellano la giovinezza, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo, si aggira tra loro, penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri, cancella prospettive ed orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendoli esangui.
Le famiglie si allarmano, la scuola non sa più che fare. Solo il mercato si interessa a loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove ciò che si consuma è la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di far intravedere una qualche promessa.
Va da sé che, se il disagio non è del singolo individuo,l’origine non è psicologica ma culturale.
Perciò inefficaci appaiono i rimedi elaborati dalla nostra cultura, sia nella versione religiosa perché Dio è davvero morto, sia nella visione illuminista perché non sembra che la ragione sia oggi il solo regolatore dei rapporti tra gli uomini.
Resta solo la ragione strumentale che garantisce il progresso tecnico, ma non un ampliamento d’orizzonte.
C’è una via d’uscita? Si può mettere alla porta l’ospite inquietante? Sì, se sapremo insegnare ai giovani l’arte del vivere come dicevano i Greci, che consiste nel riconoscere le proprie capacità e nell’esplicitarle e vederle fiorire secondo misura.
Se proprio attraverso il nichilismo i giovani, adeguatamente sostenuti, sapessero compiere questo primo passo capace di farli incuriosire e innamorare di sé, l’ospite inquietante non sarebbe passato invano.

Questa è la prefazione de “L’ospite inquietante- il nichilismo e i giovani”, di Umberto Galimberti, libro che mi è stato consigliato da una cara amica che ha creduto che potesse interessarmi, ed in effetti è stato così.
L’ho trovato degno di nota oltre che tremendamente attuale.
12 capitoli che affrontano una serie di tematiche del giorno d’oggi connesse a questo ospite che si aggira tra i giovani…il nichilismo, ossia la volontà del nulla, ogni atteggiamento di fuga e di disgusto nei confronti del mondo concreto, un azzeramento completo di tutti i valori in cui fino a poco tempo prima si era creduto.
Io credo che tutto ciò sia vero… Sembra che ci sia una corrente che allontani sempre più le persone dal vero spirito della vita, dalla sua freschezza, dalla ricerca di una direzione da seguire. Alla fine di questo percorso, è rimasta solo la rabbia, la frustrazione, la voglia di evadere, di gettarsi in qualcosa di estremo alla ricerca di quell’appagamento che nulla ormai può più dare.
E’ una continua sfida, una folle corsa verso una non meta…
C’è soluzione?
Galiberti, riprendendo Nietzsche, inventore del concetto di nichilismo, sostiene che quest’ospite si può mettere alla porta solo se si riuscirà ad insegnare ai giovani l’arte del vivere, come dicevano i Greci, che consiste nel riconoscere le proprie capacità e nell’esplicitarle e vederle fiorire secondo misura…
Il nichilismo si supera quindi attraverso l’esercizio della volontà di potenza, ossia quella forza interiore che spinge l’uomo all’autoaffermazione, per passare dal momento distruttivo al momento costruttivo, ovvero quando l’uomo si rende conto che il senso, non essendo ontologicamente dato, deve essere umanamente inventato...
Perciò progettare di vivere senza certezze assolute, cioè senza valori supremi, non significa distruggere ogni senso, ma piuttosto responsabilizzare l’uomo a porsi come fonte di valori e significati.
Il significato del nichilismo è quindi l’accettare il rischio e la fatica di dare un senso al caos del mondo dopo l’illusione della fede…
Io credo a questa soluzione…credo davvero che le ritrovate certezze dell’uomo possano aiutare a risollevarlo, perché come il nichilismo è stato originato dalla mente dell’uomo, è da lì che deve partire il processo inverso di risalita… ma bisogna stare attenti a dove questa strada porta…
Nietzsche parla di superuomo…un individuo tremendamente sicuro di sé che non ha bisogno di nessuno perché autosufficiente in ogni aspetto della sua vita, senza divinità che gli dicano come deve andare la sua vita…
Ma siamo sicuri che l’uomo sia in grado di sopportare questo fardello?
Siamo sicuri che le responsabilità e la sua superbia non lo schiaccino?
Non cadrà sotto il peso del suo stesso potere?
Questo interrogativo rimane aperto alla riflessione di ognuno di noi…
Per quanto mi riguarda cercherò di rendere tutti questi pensieri nella maniera più chiara possibile visto che sono l’argomento della mia tesina…
Un grazie grandissimo a SussurroDiFata che mi ha aiutata molto in tal senso…
Quando le cose sono interessanti, anche se si tratta di dovere, è più stimolante farle…
































