lunedì, 24 marzo 2008

I giovani stanno male.

E non per le solite crisi esistenziali che costellano la giovinezza, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo, si aggira tra loro, penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri, cancella prospettive ed orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendoli esangui.

Le famiglie si allarmano, la scuola non sa più che fare. Solo il mercato si interessa a loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove ciò che si consuma è la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di far intravedere una qualche promessa.

Va da sé che, se il disagio non è del singolo individuo,l’origine non è psicologica ma culturale.

Perciò inefficaci appaiono i rimedi elaborati dalla nostra cultura, sia nella versione religiosa perché Dio è davvero morto, sia nella visione illuminista perché non sembra che la ragione sia oggi il solo regolatore dei rapporti tra gli uomini.

Resta solo la ragione strumentale che garantisce il progresso tecnico, ma non un ampliamento d’orizzonte.

C’è una via d’uscita? Si può mettere alla porta l’ospite inquietante? Sì, se sapremo insegnare ai giovani l’arte del vivere come dicevano i Greci, che consiste nel riconoscere le proprie capacità e nell’esplicitarle e vederle fiorire secondo misura.

Se proprio attraverso il nichilismo i giovani, adeguatamente sostenuti, sapessero compiere questo primo passo capace di farli incuriosire e innamorare di sé, l’ospite inquietante non sarebbe passato invano.


Questa è la prefazione de “L’ospite inquietante- il nichilismo e i giovani”, di Umberto Galimberti, libro che mi è stato consigliato da una cara amica che ha creduto che potesse interessarmi, ed in effetti è stato così.

L’ho trovato degno di nota oltre che tremendamente attuale.

12 capitoli che affrontano una serie di tematiche del giorno d’oggi connesse a questo ospite che si aggira tra i giovani…il nichilismo, ossia la volontà del nulla, ogni atteggiamento di fuga e di disgusto nei confronti del mondo concreto, un azzeramento completo di tutti i valori in cui fino a poco tempo prima si era creduto.


Io credo che tutto ciò sia vero… Sembra che ci sia una corrente che allontani sempre più le persone dal vero spirito della vita, dalla sua freschezza, dalla ricerca di una direzione da seguire. Alla fine di questo percorso, è rimasta solo la rabbia, la frustrazione, la voglia di evadere, di gettarsi in qualcosa di estremo alla ricerca di quell’appagamento che nulla ormai può più dare.

E’ una continua sfida, una folle corsa verso una non meta…


C’è soluzione?

Galiberti, riprendendo Nietzsche, inventore del concetto di nichilismo, sostiene che quest’ospite si può mettere alla porta solo se si riuscirà ad insegnare ai giovani l’arte del vivere, come dicevano i Greci, che consiste nel riconoscere le proprie capacità e nell’esplicitarle e vederle fiorire secondo misura…

Il nichilismo si supera quindi attraverso l’esercizio della volontà di potenza, ossia quella forza interiore che spinge l’uomo all’autoaffermazione, per passare dal momento distruttivo al momento costruttivo, ovvero quando l’uomo si rende conto che il senso, non essendo ontologicamente dato, deve essere umanamente inventato...

Perciò progettare di vivere senza certezze assolute, cioè senza valori supremi, non significa distruggere ogni senso, ma piuttosto responsabilizzare l’uomo a porsi come fonte di valori e significati.


Il significato del nichilismo è quindi l’accettare il rischio e la fatica di dare un senso al caos del mondo dopo l’illusione della fede…

Io credo a questa soluzione…credo davvero che le ritrovate certezze dell’uomo possano aiutare a risollevarlo, perché come il nichilismo è stato originato dalla mente dell’uomo, è da lì che deve partire il processo inverso di risalita… ma bisogna stare attenti a dove questa strada porta…


Nietzsche parla di superuomo…un individuo tremendamente sicuro di sé che non ha bisogno di nessuno perché autosufficiente in ogni aspetto della sua vita, senza divinità che gli dicano come deve andare la sua vita…

Ma siamo sicuri che l’uomo sia in grado di sopportare questo fardello?

Siamo sicuri che le responsabilità e la sua superbia non lo schiaccino?

Non cadrà sotto il peso del suo stesso potere?

 

Questo interrogativo rimane aperto alla riflessione di ognuno di noi…

Per quanto mi riguarda cercherò di rendere tutti questi pensieri nella maniera più chiara possibile visto che sono l’argomento della mia tesina…

Un grazie grandissimo a SussurroDiFata che mi ha aiutata molto in tal senso…

Quando le cose sono interessanti, anche se si tratta di dovere, è più stimolante farle…

 

postato da: mac89 alle ore 21:39 | Permalink | commenti (17)
Commenti
#1   24 Marzo 2008 - 21:52
 
Un post davvero interessante. A dire il vero, non sono solo i giovani a vivere un grande disagio, ormai il malessere e' trasversale. Un abbraccio
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#2   25 Marzo 2008 - 09:59
 
Ehi! Interessantissimo post...
Quello che dici è vero, sempre più spesso mi trovo circondata da "cose inutili", ma mi riferisco a comportamenti, a modi di pensare, di prendere le cose.... tutti vuoti. IL punto è che non la vedo neanche così tragica: è vero, loro ci sono.. ma ci siamo anche noi! e non siamo pochi, credimi... non lo siamo affatto! Se c'è qualcuno, come te, come me, come molti altri che avvertono come così le cose non possano andare avanti, arriverà il momento in cui la situazione cambierà definitivamente, e questo è già in moto! Io adoro Nietzsche, ma soprattutto nella sua teoria del ritorno ad un contatto più diretto con la natura. Secondo me, quello sarebbe già un gran passo avanti...
TI abbraccio! Sono felice che esistano persone come te! ;)
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#3   25 Marzo 2008 - 14:38
 
Avviso per chi non ha avuto la sfortuna di conoscermi:

Commento alla rabb-it...da leggersi con cautela, cioè ricordarsi che ho fatto solo le medie e non mi so spiegare tanto bene!

Scusa idiota la mia, conosco gente che non ha manco finito le elementari che ha maggior proprietà di linguaggio...dettagli!
Via libera al commento:

Secondo me
non è superbia riconoscere i propri errori, senza darne cioè la colpa ad un destino ignoto.

O volere riconosciuti i propri meriti, senza dare il merito ad un cielo che osserva l'umano divenire, libero arbitrio lo chiamano...

Decidere della propria vita per quanto concesso, liberi, con un monito:
Non danneggiare il prossimo, non perché timorosi di una punizione divina, ma perché sarebbe cosa sbagliata.

Effetivamente è dura non avere un capro espiatorio a cui dare la colpa quando le cose vanno male.

Responsabilità... manca il senso della responsabilità, il fardello sarà pesante, ma non diventa leggero se lo si scarica sulle spalle di qualcun altro, il peso esiste sempre, solo che ce lo si dimentica.

Argomento della tesina... in groppa alla tartaruga!

E grazie per gli spunti di riflessione, e indirettamente grazie anche all'amica che ti ha suggerito il libro.

Buona settimana.
Rabb-it


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#4   25 Marzo 2008 - 16:11
 
Ciao Rabb-it, bentornata. Anche io penso che non sia negativo che l'uomo ritrovi la fiducia in se stesso potenziando le sue capacità, perchè questo lo può aiutare davvero a risollevarsi e a trovare forse una risposta.
Ma la domanda rimane sempre... anche perchè se tutte le verità ce le costruiamo noi, quale sarà quella giusta?
Questo non giustifica il fatto che si debba per forza fare affidamento su un Dio, ma è normale che l'uomo cerci conforto in qualcosa che lo possa sostenere, che sia Dio, che sia se stesso.
C'è chi riesce a dipendere solo da se in modo esclusivo e c'è chi non riesce o chi ama credere che ci sia qualcos altro oltre all'umanità...chissà...
The answer is blowing in the wind...
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#5   25 Marzo 2008 - 20:03
 
Dieci e lode!
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#6   26 Marzo 2008 - 16:28
 
Io credo che a monte ci sia una totale assenza di valori, che siano religiosi, etici o morali. La civiltà di oggi è fondata sull'apparire, e non sull'essere; e i media propagandano modelli fatui e inconsistenti. E' allarmante che moltissimi giovani sognino di fare i calciatori e di sposare una velina, e che le ragazze sognino la stessa cosa, ovviamente a parti invertite. La famiglia è la prima responsabile, in quanto spesso i genitori preferiscono concedere qualsiasi cosa pur di sottrarsi all'impegno del dialogo, del confronto. Anche la scuola, così come è concepita, ha senza dubbio gravi colpe. E poi la politica, naturalmente, con i suoi cattivi esempi.
Al nichilismo non credo molto...
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#7   27 Marzo 2008 - 08:12
 
Sempre straordinariamente impegnata, per la tua età. Quest'opera sembra davvero un'importante denuncia di quelli che sono i mali attuali della società in primis e dei giovani che sono costretti a viverla con un assenza di valori, immersi nel precariato. Cosa manca? manca una vera guida carismatica. Che un tempo era rivestita, nel ruolo, dalla famiglia e che oggi pare latitare per molteplici motivi.
Ti abbraccio.
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#8   27 Marzo 2008 - 11:57
 
Passerò a trovarti con più calma...per il momento accetta un mio saluto!
Ciao
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#9   27 Marzo 2008 - 12:37
 
Odio la teoria del superuomo al pari dell'annichilimento della propria volonta..

Vorrei scrivere di più ma le affermazioni di anneheche e di keypaxx riassumono in pieno il mio pensiero.

Complimenti per il post.. difficile trovarne così..

Un bacetto
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#10   27 Marzo 2008 - 19:39
 
Mia cara, da insegnante mi ritrovo -purtroppo sempre più spesso- pienamente in quanto affermi. Sempre più di frequente infatti mi trovo ad avere la sensazione che le nuove generazioni non abbiano né il coraggio né la volontà di appassionarsi o di incuriosirsi per qualcosa.
SI cerca sempre una strada lontana da sè per compensare un vuoto (si aspira a diventare calciatori, veline, eroi della TV) senza pensare che i piccoli sentieri, anche se già battuti da altre persone, possono nascondere dettagli fondamentali per crescere che nessuno aveva visto prima...
Grazie per questo bello spunto di riflessione!
Ciao
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#11   28 Marzo 2008 - 13:20
 
quoto il commento di soffiodimaggio...a te il mio augurio di un sereno fine settimana

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#12   28 Marzo 2008 - 19:22
 
Finalmente riesco a ricomparire sul web dopo settimane. Spero tu abbia trascorso delle buone feste, baci
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#13   28 Marzo 2008 - 22:25
 
ciau La grazie del commento =)
davvero, ora nessuno può fermarci.. la patente ce la siamo levata, un successo che deve darci anch'esso la forza di stringere i denti ancora x questi pochi mesi.. senza farci prendere dallo sconforto.. ricordando che non siamo soli ad affrontare tutto cio' =)
un bacione ^O^
Vale
utente anonimo

#14   29 Marzo 2008 - 13:33
 
Sapere che i valori materiali sono inutili può essere di grande aiuto. A che giova per un uomo conquistare tutto il mondo se poi deve morire? Ecco, sembra surreale ma se iniziamo a ricordarci che prima o poi da qui ce ne dobbiamo andare e che di noi rimarranno solo le opere forse inizieremmo a pensare. Un'opera vale molto, sopratutto se è buona. Dio è morto, ma nelle coscienze di chi lo fa morire. in noi deve essere vivo il desidero di Dio per poter andare avanti... abbiamo abbandonato Dio.. e la società sta andando a rotoli!.
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#15   29 Marzo 2008 - 13:40
 
Il nichilismo (volontà del nulla) è un orientamento filosofico che nega l'esistenza di valori e di realtà comunemente ammessi.

La diffusione del termine risale alla fine del '700 (latino NIHIL=nulla), come dire che il sistema della pura ragione "annichila ogni cosa che sussista fuori di sé".
Siamo in presenza di una volontà irrazionale e inconscia che origina il cosmo intero.
L'uomo può liberarsi solo cessando di volere la vita e il volere stesso, per abbracciare il nulla.
Per Nietzsche il nichilismo appartiene alla vicenda del cristianesimo, che insegnando a cercare la verità in un altrove metafisico, condanna il mondo e Dio stesso al nulla.

Il termine di nichilismo fu usata da Nietzsche in tre occasioni principali:
1- metafisiche
2- Istinto ed incapacità di accettarsi.
3- religione ovvero la massima espressione di questa nullificazione . Dio è il simbolo di tutte le fedi e di tutte le metafisiche.
Così Nietzsche parla di sé:
"Ciò che io racconto e' la storia dei prossimi due secoli. Io descrivo ciò che viene, ciò che non può fare a meno di venire: l'avvento del nichilismo. Questa storia può già ora essere raccontata; perché la necessità stessa e' qui all'opera. Questo futuro parla già per mille segni, questo destino si annunzia dappertutto; per questa musica del futuro tutte le orecchie sono già in ascolto. Tutta la nostra cultura europea si muove in una torturante tensione che cresce da decenni in decenni, come protesa verso una catastrofe: irrequieta, violenta, precipitosa; simile ad una corrente che vuole giungere alla fine, che non riflette più ed ha paura di riflettere. - Chi prende qui la parola sinora non ha fatto altro che riflettere: come filosofo ed eremita d'istinto, che ha trovato vantaggio nell'appartarsi, nel restar fuori, nel ritardare, come uno spirito audace, indagatore e tentatore che già si e' smarrito in ogni labirinto dell'avvenire;…che guarda indietro mentre narra ciò che avverrà, come il primo nichilista compiuto d'Europa, che ha già vissuto in sé sino il nichilismo sino alla fine, e ha il nichilismo dietro di sé, sotto di se, fuori di se .....

Ciao! sei proprio speciale lo sai???
^_^

Nichilismo come segno della cresciuta potenza dello spirito ovvero come nichilismo attivo.
Può essere un segno di forza: l’energia dello spirito può essere cresciuta tanto, che i fini sinora perseguiti ("convinzioni, articoli di fede") le riescano inadeguati.
Nichilismo come declino e regresso della potenza dello spirito: il nichilismo passivo: come segno di debolezza: l’energia dello spirito può essere stanca,
Presupposti di questa ipotesi:
Che non ci sia una verità;
che non ci sia una costituzione assoluta delle cose, una "cosa in sé"; ciò stesso è un nichilismo, è anzi il nichilismo estremo.
Esso ripone il valore delle cose proprio nel fatto che a tale valore non corrisponda né abbia corrisposto nessuna realtà, ma solo un sintomo di forza da parte di chi pone il valore, una semplificazione ai fini della vita.
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#16   29 Marzo 2008 - 14:10
 
Sento odor di tesina... :) io sono messa malissimissimo!!
Questo commento era obbligatorio dopo che hai modificato le impostazioni del blog per meeee :)
spero di poter lasciare commenti un po' + corpulenti quando magari scriverai di argomenti un po' + alla mia portata :P
magari quando vinceremo il torneo di pallavolo del Mazzini... AHAHAH.
Un bacino!! Buon weekend :)
Marta :)
utente anonimo

#17   29 Marzo 2008 - 15:05
 
Se questa parte la inserirai nella tua tesina, son convinta che il massimo dei voti non te lo toglierà nessuno...come potrebbero?
Sei unica :)))
Un abbraccio grande...da una Prof che non sa che pagherebbe per averti come sua alunna :))))))
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