sabato, 29 marzo 2008

Poche cose sono in grado di trasmettere una gioia vera, una felicità che entra senza fatica dentro al cuore e che, poco a poco, si diffonde in ogni fibra del corpo e si radica, come a non voler più andar via.

Poche cose fanno stare davvero bene, e nel momento in cui si fanno trasmettono così tanto e avvolgono così interamente da non poter pensare più ad altro, se non alla strana sensazione che si sente dentro sé.. quella di sembrare per un attimo un pochino rialzati da terra, quella di poter respirare a pieni polmoni come se non ci fosse nulla ad impedire il passaggio dell’aria..

Loro ci sono riusciti.

Ma loro non sono delle cose, non lo sono affatto..


Prima dell’anno scorso molte cose erano diverse.. oltre alla scuola, ero impegnata come il mio gruppo e la danza, e queste attività mi hanno dato grandi soddisfazioni, dall’incisione del nostro cd, a tutti i concerti fatti anche in trasferta, dalle lezioni normali ai meravigliosi saggi..

Momenti che vanno e non tornano più, ma che restano chiusi per sempre in un angolo che non conosce il buio.

Oggi posso dire che qualcosa è cambiato. Non ho più la musica e la danza, ma ho conosciuto qualcosa che mi sa donare le stesse forti emozioni, ma con qualcosa in più.

 



Loro sono tutto.. Sono il dolore, la gioia, le piccole ferite, la serenità, le lacrime, i sorrisi, i piccoli dispetti, gli abbracci, i capricci, i momenti di felicità, le ginocchia sbucciate, i giochi, la tenerezza, la purezza..

Loro sono ciò che hanno reso le mie giornate più felici.

Non riesco a descrivere ciò che sento dentro di me quando varco quella porta.. la piccola discesa apre la via su un immenso salone, che nonostante la sua grandezza non è mai vuoto.. anche poche presenze sanno riempire ogni spazio, come se un gigantesco sole illuminasse tutto con la sua intensa luce..

E poi, mentre scendo lungo quel piccolo corridoio, intravvedo delle piccole ombre che corrono verso di me..

Ad ogni passo queste si fanno più grandi e acquistano corpo e spessore, mentre il sorriso si allarga sempre più sul mio volto..


Arrivo nel salone e vengo letteralmente travolta dalla tenerezza che mi abbraccia, mi bacia e mi stringe forte.. sembra non volermi lasciare andare ed intensifica la stretta..

Io ricambio, completamente rapita da quella piccola magia che mi avvolge e di cui inspiegabilmente sento di non poter fare più a meno..

Loro hanno saputo donarmi qualcosa che mi mancava.. sono riusciti a far sorgere sul mio volto un sorriso sincero e non contaminato da nulla.. sono stati in grado di donarmi un calore grandissimo solo attraverso un abbraccio o una carezza.. sono riusciti a farmi ridere come non mai..

Ma come faccio a non pensare a loro?

Come faccio a dimenticare Elisa ed Alice che ogni volta che mi vedono mi corrono incontro e mi saltano in braccio?

Come faccio a non essere felice quando mi vengono a cercare per farmi il solletico e farselo fare a loro volta, con il desiderio di farsi rincorrere per tutto il salone e giocare insieme, come ieri?

Sono le piccole fatine che costellano la mia Vita, insieme a tutti gli altri.. le piccole stelle che mantengono il cielo della mia Vita sempre luminoso..


La nuova realtà di cui faccio parte ormai è dentro me e ogni volta è sempre come la prima.. durante la lezione di pallavolo quando tentiamo di insegnar loro le basi non prescindendo mai dal divertimento.. durante i tornei di calcetto... durante la pentolaccia.. durante i giochi di gruppo.. durante le corse per tutto il salone.. durante i meravigliosi campi..

Quest’estate sarà un’altra avventura che non vedo davvero l’ora di vivere..


Non mi importa nulla delle persone che non credono in tutto questo o che credono che sia solo una perdita di tempo.

Forse una volta ci sarei stata male, chiedendomi continuamente perché dovessero essere maligne nei confronti di una cosa bellissima, ma adesso non me lo chiedo più.

Ho capito che è tutto troppo bello per essere offuscato da cose così inutili e vane.

Ho capito che forse tutte le persone che reagiscono con un atteggiamento sufficiente e scocciato ogni volta che gli si racconta di un campo trascorso con i bambini, sono troppo sole.

Ho capito che tutto quello che ho ricevuto finora, nessuno me lo aveva donato, e ora come mai ne ho bisogno..

Io e loro.

Grazie.



Un bambino dai capelli neri si era avvicinato al grande albero e si era seduto ai suoi piedi…

 Non parlava, ma dai suoi occhi scendevano piccole lacrime che gli rigavano il viso,

 e che rendevano il suo sguardo molto triste e malinconico.

Non sembrava arrabbiato… solo deluso ed infelice, come se gli avessero portato via una cosa a lui preziosa, e non ci fosse la possibilità di tornare indietro…

Sembrava isolato dal mondo, come se nessuno potesse capire il suo dolore, o forse proprio lui non poteva rivelarlo…

Mentre osservava impotente la scena, vide una bambina con un vestito rosa antico

avvicinarsi al piccolo cuore solitario…

Aveva dei grandi occhi marroni e tenere ciocche castane le scendevano sulle spalle con un fare un po’ sbarazzino, assumendo la forma intangibile del vento che continuava a soffiare.

Rimase lì ferma in piedi ad osservare per attimi interminabili

quel bimbo che piangeva

in silenzio sotto il pesco in fiore…

All’improvviso voltò lo sguardo e notò che un piccolo petalo di quel grande albero si era posato sul terreno vicino a lei…

Si chinò e dolcemente lo prese tra le mani, facendo attenzione a non rovinarlo.

Lei da lontano si accorse che quel petalo era proprio il segno che le aveva fatto scoprire la lettera

ed impercettibilmente sorrise, completamente rapita da quella scena.

La bambina si sedette ai piedi del pesco,

proprio vicino al cucciolo d’uomo che aveva ancora

 il volto segnato dalle lacrime…

Dolcemente gli porse il delicato petalo…

Il bambino si voltò verso di lei meravigliato,

guardandola con i suoi piccolo occhi castani…

 Lei gli rivolse un tenero sorriso. Di colpo il bambino sembrò cambiare…

Ora non piangeva più, ma era perso nell’osservare i grandi occhi di quella piccola creatura

che così delicatamente si era mostrata a lui donandogli un qualcosa di prezioso…

Sembrava che quel gesto avesse riempito di felicità il solco del suo cuore, scavato poco prima dal dolore.

Con lo sguardo più dolce che potesse donarle,

accettò il petalo e teneramente le prese le mani,

stringendole tra le sue…

La bambina, non smettendo di sorridere, strinse impercettibilmente la sue.

Il suo sguardo sembrava dirgli che non lo avrebbe lasciato mai.

 

(Petali di pesco)

 

postato da: mac89 alle ore 15:08 | Permalink | commenti (21)
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lunedì, 24 marzo 2008

I giovani stanno male.

E non per le solite crisi esistenziali che costellano la giovinezza, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo, si aggira tra loro, penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri, cancella prospettive ed orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendoli esangui.

Le famiglie si allarmano, la scuola non sa più che fare. Solo il mercato si interessa a loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove ciò che si consuma è la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di far intravedere una qualche promessa.

Va da sé che, se il disagio non è del singolo individuo,l’origine non è psicologica ma culturale.

Perciò inefficaci appaiono i rimedi elaborati dalla nostra cultura, sia nella versione religiosa perché Dio è davvero morto, sia nella visione illuminista perché non sembra che la ragione sia oggi il solo regolatore dei rapporti tra gli uomini.

Resta solo la ragione strumentale che garantisce il progresso tecnico, ma non un ampliamento d’orizzonte.

C’è una via d’uscita? Si può mettere alla porta l’ospite inquietante? Sì, se sapremo insegnare ai giovani l’arte del vivere come dicevano i Greci, che consiste nel riconoscere le proprie capacità e nell’esplicitarle e vederle fiorire secondo misura.

Se proprio attraverso il nichilismo i giovani, adeguatamente sostenuti, sapessero compiere questo primo passo capace di farli incuriosire e innamorare di sé, l’ospite inquietante non sarebbe passato invano.


Questa è la prefazione de “L’ospite inquietante- il nichilismo e i giovani”, di Umberto Galimberti, libro che mi è stato consigliato da una cara amica che ha creduto che potesse interessarmi, ed in effetti è stato così.

L’ho trovato degno di nota oltre che tremendamente attuale.

12 capitoli che affrontano una serie di tematiche del giorno d’oggi connesse a questo ospite che si aggira tra i giovani…il nichilismo, ossia la volontà del nulla, ogni atteggiamento di fuga e di disgusto nei confronti del mondo concreto, un azzeramento completo di tutti i valori in cui fino a poco tempo prima si era creduto.


Io credo che tutto ciò sia vero… Sembra che ci sia una corrente che allontani sempre più le persone dal vero spirito della vita, dalla sua freschezza, dalla ricerca di una direzione da seguire. Alla fine di questo percorso, è rimasta solo la rabbia, la frustrazione, la voglia di evadere, di gettarsi in qualcosa di estremo alla ricerca di quell’appagamento che nulla ormai può più dare.

E’ una continua sfida, una folle corsa verso una non meta…


C’è soluzione?

Galiberti, riprendendo Nietzsche, inventore del concetto di nichilismo, sostiene che quest’ospite si può mettere alla porta solo se si riuscirà ad insegnare ai giovani l’arte del vivere, come dicevano i Greci, che consiste nel riconoscere le proprie capacità e nell’esplicitarle e vederle fiorire secondo misura…

Il nichilismo si supera quindi attraverso l’esercizio della volontà di potenza, ossia quella forza interiore che spinge l’uomo all’autoaffermazione, per passare dal momento distruttivo al momento costruttivo, ovvero quando l’uomo si rende conto che il senso, non essendo ontologicamente dato, deve essere umanamente inventato...

Perciò progettare di vivere senza certezze assolute, cioè senza valori supremi, non significa distruggere ogni senso, ma piuttosto responsabilizzare l’uomo a porsi come fonte di valori e significati.


Il significato del nichilismo è quindi l’accettare il rischio e la fatica di dare un senso al caos del mondo dopo l’illusione della fede…

Io credo a questa soluzione…credo davvero che le ritrovate certezze dell’uomo possano aiutare a risollevarlo, perché come il nichilismo è stato originato dalla mente dell’uomo, è da lì che deve partire il processo inverso di risalita… ma bisogna stare attenti a dove questa strada porta…


Nietzsche parla di superuomo…un individuo tremendamente sicuro di sé che non ha bisogno di nessuno perché autosufficiente in ogni aspetto della sua vita, senza divinità che gli dicano come deve andare la sua vita…

Ma siamo sicuri che l’uomo sia in grado di sopportare questo fardello?

Siamo sicuri che le responsabilità e la sua superbia non lo schiaccino?

Non cadrà sotto il peso del suo stesso potere?

 

Questo interrogativo rimane aperto alla riflessione di ognuno di noi…

Per quanto mi riguarda cercherò di rendere tutti questi pensieri nella maniera più chiara possibile visto che sono l’argomento della mia tesina…

Un grazie grandissimo a SussurroDiFata che mi ha aiutata molto in tal senso…

Quando le cose sono interessanti, anche se si tratta di dovere, è più stimolante farle…

 

postato da: mac89 alle ore 21:39 | Permalink | commenti (17)
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martedì, 18 marzo 2008

Eccomi finalmente qui a scrivere…è passata più di una settimana dall’ultima volta e di news da raccontarvi ce ne sono. Prima fra tutte il viaggio a Vienna…che dire?

Nonostante partissi per l’Austria, terra che adoro, sentivo fin dall’inizio che non sarebbe stato un viaggio felicissimo, non so se dipendesse dalla preoccupazione per l’esame o da altre cause a me ignote.. e ho indovinato.
Il secondo giorno mi è venuta la febbre a 38 accompagnata da mal di gola, tosse ed altri problemi connessi, che mi sono durati per tre buoni giorni…

Insomma, ho passato più di metà vacanza  in un bellissimo albergo di Vienna… All’inizio mi sono fatta prendere dallo sconforto, non lo nascondo. Quando si sta male in gita e per giunta si è costretti a rimanere da soli tutto il giorno, la tristezza prende di sicuro il sopravvento.
Dopo quel momento però, mi sono un po’ scossa, mi sono messa il cuore in pace per i luoghi che non avrei visto e ho pensato solo alla guarigione. Mi sono armata di pazienza, coraggio e di un sorriso che mi permettesse di ridere della situazione in cui mi trovavo… D’altronde dopo un anno infernale, mi sembrava così crudele il fatto che dovessi passare anche la gita malata… ma ad un certo punto mi è venuto da sorridere degli eventi della Vita…

Dopo un pianto, una risata e la consapevolezza che forse tutto quello era una piccola sfortuna da interpretare come l’ennesima sfida da affrontare per testare la mia personalità… l’ennesima tappa da percorrere per arrivare a sorridere sempre più in seguito, per affrontare tutto con uno spirito che purtroppo non mi è troppo congeniale ma che sto pian piano imparando a fare mio…
In tutta questa situazione,ci sono stati anche episodi simpatici, sapete?

Le mie espressioni buffissime alla vista di tutti quei brodini e i chili di frutta che avrei dovuto mangiare per guarire più in fretta, le chiacchierate interessanti con le cameriere dell’albergo, che ovviamente parlavano solo tedesco e che altrettanto ovviamente avevano tanta voglia di parlare con qualcuno (e cosa potevo dire loro? Ma soprattutto…cosa potevo capire? Non parlavano nemmeno inglese! Eheheheh!), la scena memorabile di quando sono scesa nella hall dell’albergo ed ho chiesto ad un cameriere delucidazioni sulle medicine che dovevo prendere, le cui istruzioni ovviamente erano solo in tedesco (però lui parlava anche inglese!).

“Excuse me, I only want to know if this antibiotic is oral or…”

E qui un eloquente gesto per spiegare l’altra modalità di somministrazione, accompagnato da una sonora e poco contenuta risata… Lui ha riso divertito e dopo un’attenta analisi mi ha detto: “It’s oral!” Ed io: “Oh, well!” E meno male sì!

Insomma, bisogna prendere il lato buono degli eventi, no?

Nonostante la febbre che ha impedito la mia visita di Vienna, sono riuscita a visitare la splendida Salisburgo e la caratteristica Innsbruck, e ne sono felicissima.

E’ stata un’emozione fortissima sapere di essere nella cittadina in cui molti anni fa è stato girato uno dei film a cui sono più affezionata…

Il convento di Maria, la villa della famiglia Von Trapp, il parco Mirabell in cui i bambini hanno cantato e ballato felici vestiti solo di pezzi di stoffa, il cimitero in cui si sono nascosti per sfuggire ai nazisti, le fontane in cui sono bagnati, il teatro all’aperto in cui hanno cantato al festival, i prati su cui hanno giocato e cantato spensierati, le montagne che hanno accolto la loro fuga…


Mi sono ripromessa di ritornarci quest’estate, come regalo di maturità… Anche solo tre giorni per visitare una cittadina incantevole fonte di ricordi incredibili, vivi ancora oggi.

Deliziose come sempre le insegne e le vetrine dei negozi, curate nei minimi particolari per dare risalto alle cose meravigliose che si vendono all’interno.

Qualcuno ha accusato questi luoghi di essere finti e troppo costruiti, ma io dico, e se anche fosse? Che male c’è se poi il risultato è quello di sentirsi bene alla vista di quelle cose meravigliose? Che male c’è ad evadere per un attimo dalla realtà concedendosi la piacevole vista di vivaci colori o di sane montagne?


E poi io ho potuto osservare che anche le persone non sono così scorbutiche come si pensa… La ragazza da cui ho preso una meravigliosa collana è stata gentilissima ed abbiamo parlato per molto tempo insieme in modo piacevole…

Quante cose si danno per scontate, quanto è stupido e privo di senso il sentire comune…

Si dice che… Là sono così…

Dice chi? Così come?

Nemmeno lo si sa…

Nonostante il viaggio non si andato nel migliore dei modi, credo di aver sviluppato dentro me un po’ di quella corazza di cui avrò particolarmente bisogno quest’anno per concludere un faticoso percorso che dura ormai 5 anni, per poi iniziarne un altro, come tutti.

E poi ho così tanti percorsi aperti che non ho intenzione di chiudere… così tanti progetti che aspettano di essere concretizzati…così tante scelte da fare…così tanti viaggi da compiere se lo vorrò…

Che la luce abbia sconfitto il buio?

 

 

postato da: mac89 alle ore 20:34 | Permalink | commenti (20)
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mercoledì, 05 marzo 2008

 

E' un periodo un po' particolare per me, e lascio che questa foto esprima ciò che forse in questo momento non ho la forza di dire...
Nulla di grave è capitato, solo che dentro di me si agitano tanti sentimenti, talvolta apposti, e non sempre riesco a farli convivere.. o sento che questa convivenza mi lacera un po' e non mi lascia intravvedere le cose belle..
E la cosa più assurda è che io so benissimo quali esse siano, ma devo continuamente lottare col mio carattere..

Stranamente in questo momento non trovo giusto scrivere e parlare tanto.. sento il bisogno di affidarmi totalmente a quest'mmagine dolce e un po' malinconica, cullata dalla canzone Sunrise di Norah Jones, fonte di tenere sensazioni ed importanti ricordi..

Lunedì parto per Vienna e spero che il candore dell'Austria mi doni ciò di cui ho bisogno..

Sunrise.. Sunrise.. Looks like morning in your eyes..

postato da: mac89 alle ore 13:50 | Permalink | commenti (23)
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