In questo periodo sto latitando molto su questo blog e su internet in generale, e mi dispiace, ma anche volendo non riesco a trovare il tempo per pensare a qualcosa da poter scrivere... Anzi, a dire la verità, ultimamente non trovo nemmeno il tempo per collegarmi, e le poche volte che riesco a farlo, la connessione non funziona.
E vabbè, c'è di peggio...
Comunque adesso sono qui, finalmente, e ho voglia di scrivere un po'.
Questa mattina l’ho dedicata interamente alla simulazione di terza prova e sono davvero esausta...
Ieri sera ho studiato fino a tardi, ben consapevole del fatto che non avrebbe aiutato ai fini della conoscenza, visto che, arrivati a quel punto, le cose o si sanno o non si sanno.
Ma che devo dirvi? Sono fatta così, ho sempre paura di tralasciare qualche dettaglio e di pentirmene il giorno della prova... Il risultato è che sono stanchissima ma forse leggermente più soddisfatta.
Le materie della simulazione di oggi erano inglese, latino, matematica e filosofia.
Inutile dire che quella che mi preoccupava di meno era filosofia, perché è di sicuro quella che studio più volentieri ed è forse per questo che mi riesce bene, anche se a dire la verità oggi mi ha messo un po’ in difficoltà…
Adoro moltissimo anche la letteratura inglese, soprattutto quest’anno…
Prima i poeti romantici, ora Wilde e Shaw… Sono autori diversi che però racchiudono sempre qualcosa di estremamente interessante.
Per quanto riguarda latino, nonostante io vada ad un liceo classico, era la materia di cui ero meno sicura: non avevamo mai fatto un compito serio di letteratura, quindi era ovvio che fossimo preoccupati in tal senso… Oltretutto abbiamo dovuto studiare dei passi lunghissimi di Seneca e Lucrezio a memoria, e questo sicuramente non è stata una passeggiata.
Di matematica ero stranamente tranquilla, ma forse non c’è da stupirsi neanche più di tanto visto che nel mio liceo le ore scientifiche sono tante quante quelle umanistiche e si lavora come ad uno scientifico vero…
Il senso comune imporrebbe che vi fosse una gerarchia di materie o che quantomeno vi fosse una scala di importanza e quindi di impegno, altrimenti non avrebbe senso la scelta differente, ed un classico sarebbe uguale ad uno scientifico.
Ma purtroppo è esattamente così… Tutti pretendono tantissimo nella loro materia e poco importa che non sia di indirizzo, anzi alcuni insistono proprio per questo, per dimostrare che la loro materia non è da calpestare e fanno lavorare ancora di più del normale.
Risultato? Massimo studio ed impegno in tutte le materie e stanchezza non indifferente. Oltre ad una grande dose di nervoso che, nel mio caso, si aggiunge all’insicurezza perenne e alla paura di deludere.
Ci sono persone che hanno vissuto benissimo gli anni del liceo, divertendosi come pazze e studiando il giusto… Per me non è stato così, ma ormai non me ne lamento più; tra qualche mese finalmente sarà tutto finito ed inizierà un nuovo capitolo.
Non sono una sognatrice fuori dalla realtà e so che il cambiamento non significa un effettivo miglioramento perché l’università non è uno scherzo, ma io ho proprio bisogno di cambiare realtà, dedicarmi a qualcos altro di completamente diverso, capire se posso farcela anche in un altro ambiente. E poi sono anche curiosa di vedere se la facoltà che ho scelto corrisponda ai miei pensieri…
Un passo alla volta, per ora va già bene così…
Mi volto e vedo così ben presenti nella mia mente i campi e i bivacchi di quest’estate, mentre sono già così lontani…
Sono felicissima di aver iniziato l’attività all’oratorio, insegnare pallavolo ai bimbi è davvero divertente e stimolante, e mi rende felice.
Spero che nulla vada perduto, e che sia ancora lì quando potrò dedicargli tutto il mio tempo.
“Un ragazza che prima era sempre stata insicura di se stessa e che non aveva mai pensato veramente a dove dirigere la sua Vita, forse per la paura di dover scegliere, adesso si sentiva in pace con se stessa e dentro lei vi era la voglia di andare avanti per scoprire se il suo cammino sarebbe stato quello che, dopo la lettura, lei aveva immaginato nella sua mente.
Non si trattava di sciocche illusioni o vana utopia, ma solo della voglia di sfidare se stessa, consapevole del fatto che sarebbe andata incontro a grandi delusioni, ma anche ad indescrivibili soddisfazioni.”
Petali di pesco
































