mercoledì, 30 gennaio 2008

Agitazione.
Una parola a me molto comune perchè mi caratterizza da sempre, fin da piccola.
Ricordo ancora il mio stato d'animo prima di una semplice prova a scuola, un'interrogazione, un compito... persino nelle cose belle come i concerti mi sentivo agitata e incapace di stare calma.
Non so spiegarmi il perchè...
La mia preoccupazione prescindeva dalla mia preparazione...Di solito si è impauriti ed agitati se non si è sicuri del lavoro svolto fino a quel momento o se si ha il presentimento che qualcosa vada male.
Per me è sempre stato un po' diverso; non ero preoccupata per la prova in sè  e nella maggior parte dei casi ero sicura di me stessa perchè mi ero preparata a dovere, ma ogni volta, anche se tranquilla con me stessa, sentivo dentro di me un malessere generale che si traduceva in un forte mal di stomaco e mal di testa. E' sempre stato così.
Crescendo sono migliorata, ma ancora adesso questo mio difetto rimane, come un fantasma che fatica ad abbandonarmi del tutto.

Insieme a ciò, un forte pessimismo che è parte integrante del mio carattere...
Come un caro amico mi ha detto, io non valgo i voti che prendo o i risultati che ottengo. Le delusioni ci saranno sempre, per tutti, ma il fatto di perdere non significa fallire come persona.
Questo è un grande insegnamento che devo imparare a fare mio perchè di sicuro mi renderà una persona migliore.
Nonostante le loro negatività e il mio modo di abbattermi, oggi ho affrontato questi due macigni e sono riuscita ad accantonarli per poi superarli.

Quando ieri ho saputo il nome dell'esaminatrice del mio esame di guida (la definivano tutti la Signorina Rottermayer di Heidy) , una delle più temute e acide della mia città, sono entrata nel panico. Anzi no, più che preccupata ero davvero arrabbiata. Continuavo a chiedermi perchè tra tutti mi dovesse capitare proprio lei...lei che mette in soggezione...lei che su 8 candidati nei promuove 2...Lei...
Il mio istruttore era stato da subito sincero con me, dicendomi che quella amata signora era un osso duro.

Dopo la rabbia, mi sono calmata ed ho deciso di non pensare altro se non a fare il mio esame il meglio che potessi. Non potevo davvero fare altrimenti.

Così oggi alle 14.30 ero davanti alla mia scuola guida insieme ad altri 7 ragazzi; c'era chi tentava per la terza volta e c'era chi, come me, si stava preparando per affrontare il suo primo esame.
Ho fatto amicizia da subito con quei ragazzi, in situazioni difficili si famigliarizza immediatamente! Ci siamo confidati le nostre speranze, le nostre paure, i nostri pensieri, non mancando di farci delle sane risate constatando la nostra assurda apprensione.

Alle 15, Lei è arrivata. Tutti sono accorsi fuori per vedere dal vivo questo "mostro".
A malincuore i primi due si sono alzati e, con uno sguardo indecifrabile, si sono avviati verso la macchina per sostenere il loro esame.
A mano a mano che il tempo passava, le notizie arrivavano, e c'erano stati due promossi e due bocciati... Toccava ai successivi determinare il resto del conto...

Io il mio l'ho fatto solo dopo le 16.30... Sono salita per seconda in macchina e mentre la mia compagna guidava sotto la sguardo attento dell'esaminatrice, io osservavo la strada dal mio finestrino con le mani giunte e la testa piena di mille pensieri...

Dopo circa venti minuti la mia amica ha accostato ed ha fermato la macchina.
Era il mio turno.
Sono salita, mi sono allacciata le cinture ed ho messo in moto, decisa, arrivata a quel punto, a giocarmela tutta fino in fondo.
L'agitazione non c'era più, aveva lasciato il posto alla determinazione e alla voglia di farcela.

Alla fine quella donna non era così male come tutti l'avevano dipinta; era molto esigente e severa, attenta e pignola. Ma nulla di terribile.

Conscia di questi pensieri, ho cominciato a guidare e seguire la sua voce che mi diceva di volta in volta che strada imboccare...

Sentivo chiaramente di essere tesa; le mie spalle erano più erette che mai, le mani ferme sul volante, lo sguardo fisso sulla strada, ma attento a non tralasciare il passaggio di pedoni o la fuoriscita improvvisa di macchine.

Nel giro di mezzora sono tornata alla scuola guida; ho spento il motore ed ho aspettato.

L'esaminatrice si è rivolta alla mia compagna dicendole:
"Metta una firma qui"
Io attendevo il mio turno in silenzio.
Poi si è voltata e mi ha detto:
"Anche lei,signorina. Tenga"

A quelle parole il mio cuore ha esulatato di gioia...una gioia che non potevo manifestare apertamente perchè la situazione esigeva un minimo di contegno, ma che dopo ho fatto chiaramente uscire fuori...

Sorrisi, abbracci, baci... Felicità, soddisfazione...

Ho preso la patente!

Grazie davvero a tutti, grazie.

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sabato, 26 gennaio 2008

Che bella giornata oggi…Un cielo azzurrino accarezzato dal calore del sole che illumina tutto il paesaggio, donando una luce intensa ma dolce…

Questa è la mia giornata preferita… Non troppo fredda da non poter passeggiare per l’aria troppo pungente, non troppa calda da essere costretti a trovare un posto all’ombra per provare un po’ di sollievo…

Solo un cielo terso, un sole fisso ed incontrastabile nel suo brillare, con i suoi raggi che riscaldano la terra in ogni dove, l’aria fresca ma non fastidiosa…quasi come un tessuto che delicatamente scorre sopra la pelle lasciando un senso di appagamento…

Ricordo quando circa un anno fa, una domenica mattina, io e la mia più cara amica siamo partite da casa in bici ed abbiamo attraversato il nostro quartiere per giungere alla piazza della nostra chiesa; lì abbiamo lasciato le bici ed abbiamo continuato a piedi lungo un sentierino molto stretto che passava tra alberi e piccole case…

Più si saliva, più si abbandonava il mondo, come una lenta ascesa verso qualcosa di ulteriore.

Da un certo punto in poi, niente più case.

Solo natura, e null’altro.

Dopo una camminata di circa mezzora, arrivate in un piccolo prato in cima alla collina dal quale si vedeva tutta la città; abbiamo steso i nostri asciugamani, ci siamo sdraiate e poi rimaste in silenzio ad ascoltare.

Ascoltare cosa?

Il nulla e il tutto…

Il silenzio che regnava intorno a noi rifletteva l’armonia del tutto, non contaminato da nulla…

Ho tanta voglia di rivivere quei momenti…

postato da: mac89 alle ore 14:04 | Permalink | commenti (10)
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martedì, 22 gennaio 2008

"Ero solo un ragazzo, ma l’immagine di mio padre che teneva fra le braccia per l’ultima volta la donna che amava, mi ha accompagnato in tutti questi anni.

E’ sorprendente come una piccola parte della Vita sia costellata da momenti significativi…Spesso finiscono ancora prima che inizino, ma gettano uno spiraglio di luce sul futuro, e rendono indimenticabile la persona che ha dato Vita a questi momenti."

postato da: mac89 alle ore 18:46 | Permalink | commenti (14)
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venerdì, 18 gennaio 2008

Qui, seduta nella mia stanza ad aspettare il tecnico del pc che non arriverà, per l’intenso traffico; il nuovo schermo dovrà aspettare. Poco male, io so che prima o poi arriverà. Tanto che fretta c’è?

Dopo questa giornata mi ritrovo a pensare che le insoddisfazioni e le sconfitte, di qualsiasi entità siano, fanno male ma dopo un po’ riescono ad essere metabolizzate.

E’ anche normale che sia così; il tempo inevitabilmente scorre e determina il cambiamento interiore oltre che esteriore. A questo proposito mi viene in mente un passo del Paradiso di Dante, in cui il poeta dice che tutto sembra evolversi intorno, ma in realtà è lui stesso a cambiare… il suo mutare interiore è così intenso da comunicargli la percezione di estraniarsi e uscir fuori…

Non capita così anche a noi a volte?

Il solo fatto di vivere una situazione in modo diverso, avere un atteggiamento magari meno apprensivo, ci fa sentire più a casa nel mondo, come se ogni cosa, seppur inspiegabilmente e impercettibilmente, sembrasse andar meglio.

 

Non tutto dipende da noi, ma molte cose sì e se ci sforziamo di scavare qualcosa si trova.

Talvolta non è facile affrontare le situazioni equivoche…

Mentre nella maggior parte delle volte ognuno di noi sa se sta commettendo uno sbaglio o no, e si rende bene conto se un suo atteggiamento sta producendo conseguenze negative per gli altri, altre volte questo confine non è così visibile…

Si arriva a chiedersi se sono gli altri a sbagliare o se invece è colpa nostra…

Tutto questo perché in alcuni contesti la situazione non è ben chiara, e ci si accontenta di sguardi, di parole non dette, di verità mezze svelate e mezze nascoste, mentre si avverte che qualcosa non va.

Io credo che sia sempre necessario essere riflessivi e mettersi in discussione, fermandosi a pensare se stiamo agendo bene o se, anche inconsapevolmente, stiamo facendo soffrire qualcuno o se semplicemente stiamo invadendo il suo spazio, oltrepassando il limite.

Se tutti agissimo sempre in questo modo, i nostri rapporti sarebbero migliori, perché ognuno farebbe attenzione all’altro.

Ma non siamo uguali, la sensibilità è differente ed anche il carattere.

 

Se alla fine della nostra riflessione ci accorgiamo di aver davvero sbagliato qualcosa, sta a noi agire di conseguenza e migliorarci…

Ma se invece si è sinceramente capito che, nonostante il nostro carattere magari un po’ difficile, non abbiamo colpa per una situazione spiacevole, dopo mille pensieri, è giusto vedere il tutto in un’altra ottica e non colpevolizzarsi più.

Penso che ognuno di noi sappia nel profondo quando le sue azioni sono giuste e quando sbagliate; il fatto di riconoscerlo davanti agli altri o a se stessi è un altro discorso.

Se si è in pace con se stessi e si sa che non si riuscirà più a vivere una situazione nel modo giusto, perché ci sono problemi, perché non c’è feeling, perché lo si sente e basta, allora bisogna trovare il coraggio di alzarsi e cambiare.

 

Non si può scappare nella Vita, ogni cosa va affrontata ma in alcuni frangenti abbiamo la fortuna di poter cambiare, e allora perché non sfruttarla?

Questo cambiamento può richiedere molta fatica e anche sofferenza, perché non si sa se quella sia la scelta giusta ma, se fatto in buona fede e con la consapevolezza che si è fatto il possibile per migliorare una situazione difficile, esso risulterà solo benefico.

E’ vero, si sa quel che si lascia, non si sa quel che si trova.

Ma non si trovano solo delusioni nella Vita. Essa sa anche sorprenderci e allora, quando una cosa positiva capiterà, ci renderemo conto che l’aver cambiato strada non è stato poi così male, anzi è stato un importante passo per acquisire consapevolezza di sé.

Non sembra, ma anche le piccole ma rilevanti scelte quotidiane danno la forza di affrontare le altre che verranno.

E’ un leggero meccanismo che però, una volta innescato, prosegue per la sua strada trascinandoci al suo seguito.

 

Concludo questo mia considerazione con la dolci parole di Baudelaire, ancora una volta interprete discreto dei miei pensieri…

 

Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli, delle montagne,

delle nubi, dei mari,

oltre il sole e l’etere, al di là dei confini delle sfere stellate,

Spirito mio tu ti muovi con destrezza

E come un bravo nuotatore che si crogiola sulle onde

assapori gioiosamente le profonde immensità.

Fuggi lontano da questi miasmi,

va’ a purificarti nell’aria superiore, bevi come un liquido puro e divino

il fuoco chiaro che riempie gli spazi limpidi.

Felice chi, lasciatisi alle spalle gli affanni e i dolori

che pesano

con il loro carico sulla nebbiosa esistenza,

può con ala vigorosa slanciarsi verso i campi

luminosi e sereni;

colui i cui pensieri, come allodole, saettano liberamente

verso il cielo del mattino;

colui che vola sulla Vita e comprende agevolmente

il linguaggio dei fiori e delle cose mute.

 

 

 

 

 

postato da: mac89 alle ore 18:53 | Permalink | commenti (8)
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lunedì, 14 gennaio 2008

Prefazione:

“La casa dei miei genitori, una piccola viletta costruita in pietra, si ergeva in un giardinetto pieno di ciliegi e di meli , in una zona che definirei semideserta. Lì avevo abitato a lungo da bambina, finchè certi avvenimenti non mi avevano portato lontano….”

 

Già da piccola mi sentivo legata a quel luogo, così misterioso e tremendamente isolato. A dire il vero non ho mai amato la solitudine ma era come se nella villa qualcosa mi tenesse compagnia: gli alberi di ciliegio, i meli, i tanti fiori colorati…

Ancora adesso non so spiegarmi cosa.

Trascorrevo le mie giornate correndo nel parco che circondava la mia casa insieme a Lucky, il mio Labrador, e a Mary, la mia sorellina minore.

Nonostante la differenza d’età ci siamo sempre divertite molto insieme.

Avevo vent’anni quando cominciai seriamente a pensare al mio futuro. Inizialmente avevo un interesse particolare per la professione medica, forse per l’idea di aiutare gli altri a migliorare la propria Vita; ma successivamente mi accorsi che non era la mia strada.

Non so spiegare il motivo ben preciso per cui scelsi di intraprendere un lungo viaggio per realizzare un mio interesse particolare: diventare un ufficiale della procura militare statunitense. La marina militare esisteva anche qui in Italia, però io ero attratta dalle loro leggi, dalle loro regole, dai loro schemi.

Insomma volevo in qualche modo conoscere bene, e da vicino, quel paese e tutto ciò che lo riguardava. Era un’esperienza insolita ma che sentivo di dover fare.

Quando comunicai la notizia ai miei genitori, all’inizio essi non riuscirono a comprendere perché volessi andare così lontano, ma successivamente si resero conto che se quella era la cosa che più desideravo, loro non dovevano in alcun modo pormi degli ostacoli perché si trattava del mio futuro e della mia felicità.

Dopo la mia partenza per gli Stati Uniti, i miei decisero di trasferirsi in paese per passare le giornate in compagnia della gente del posto.

Attualmente sono colonnello della procura militare e mi occupo di casi giudiziari e diplomatici riguardanti la marina statunitense e sono molto felice della mia decisione; ma quando, una settimana fa, venni a sapere che la mia casa era rimasta abbandonata e messa in vendita, presa da un’enorme nostalgia, decisi di tornare in quel luogo per l’ultima volta.

Appena varcai la soglia del cancello il mio cuore si riempì di gioia...

Mentre camminavo tranquilla lungo il sentiero che portava alla casa, molti pensieri affioravano nella mia mente, la percorrevano come un torrente in piena, anche rompendo gli argini ; questi erano i miei ricordi più intensi e piacevoli.

Mi fermai e vidi una cosa che più di qualunque altra mi era famigliare: il ciliegio fiorito. Proseguendo mi accorsi che la mia capanna di legno, situata proprio sul gran ciliegio, era ancora lì.

Non era cambiata di una virgola e trasmetteva le stesse emozioni di sempre.

Così salii velocemente arrampicandomi sull’albero, entrai nella capanna, mi sedetti sul bordo e cominciai a pensare… La mia mente era vuota, non riuscivo a rendermi conto del perché avessi abbandonato quello splendido luogo per inseguire un qualcosa di totalmente differente.

Ma abbandonai ben presto quei pensieri per dedicarmi a cose più importanti.

Istantaneamente decisi di fare una cosa che fin da bambina avevo amato fare: scattare fotografie. Fotografai il ciliegio, la casa in lungo e in largo, il viale alberato, la capanna, ogni singolo fiore…intenzionata a non voler tralasciare nemmeno un piccolo particolare.

Ancora oggi in America,dopo il mio ritorno, guardo queste fotografie, con il cuore colmo di ricordi e di gioia.

 

 

Questo che avete letto non è un racconto di chissà quale scrittore; è semplicemente il mio tema, scritto in seconda media.

Non è nulla di che: la trama non è avvincente, anzi piuttosto semplicistica, e rivela il legame ad un telefilm che fino a qualche anno fa seguivo assiduamente e che riguardava proprio la marina militare americana.

Ancora oggi lo ricordo con affetto ma sicuramente con molta meno enfasi. Ma non mi sento di rinnegarlo solo perché adesso vedo tutto più in chiave razionale…

Non sono mai stata una di quelle fan esagerate che moriva se non riusciva a vedere una puntata; semplicemente mi ero affezionata a quel mondo fatto di uniformi e rigore, soprattutto grazie ad una storia che mi ha affascinato per 10 anni.

E poi come dimenticare? Quel telefilm mi ha fatto conoscere delle persone importanti che ritengono tali ancora oggi e con le quali condivido molto, scrittura compresa.

Non è giusto quindi dimenticare alcune parti della nostra Vita solo perché adesso si è cresciuti e le si ritiene di poco conto. A loro tempo non lo sono state e sono comunque servite.

Infatti credo sia stato importante per me scrivere questo tema perché lo ricordo come una bella esperienza e non come il solito compito in classe, forse perché, inconsciamente, ha determinato l’inizio di quel percorso che ancora oggi seguo e che mi ha portato a scoprire il piacere di scrivere.

Trama a parte,anche il linguaggio è semplicistico e la storia piuttosto corta,  ma credo che in essa, nonostante queste caratteristiche, si veda qualcosa di grande.

E non perché io all’epoca possedessi grandi doti letterarie. No, il motivo è essenzialmente più semplice.

Questo racconto, seppur in maniera non marcata, racchiude gran parte della persona che sono diventata adesso…Già in seconda media era forte il mio amore per le fotografie, tanto forte da scriverlo in un tema riferito alla protagonista del mio “racconto”… era già ben radicata l’attenzione che dedico tuttora ai paesaggi naturali,soprattutto quelli di campagna… Era già forte in me l’attaccamento speciale al luogo che ha cullato la mia infanzia e che è stato così importante da diventare in seguito il custode dei miei pensieri…

Quante piccole cose si intravedono nel passato, quanti piccoli tasselli erano presenti in noi quando non potevamo ancora accorgercene, ma senza i quali saremmo sicuramente persone diverse…

 

 

postato da: mac89 alle ore 13:59 | Permalink | commenti (17)
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martedì, 08 gennaio 2008

Mia fanciulla, pensa come sarebbe bello vivere insieme laggiù. Amarsi senza fine, amarsi e morire nel paese che ti assomiglia.
Gli umidi soli di quei cieli turbati hanno per il mio spirito l'incanto misterioso dei tuoi occhi
splendenti tra le lacrime.

Laggiù tutto è ordine, bellezza, lusso, calma e voluttà.

Mobili lucenti, levigati dagli anni, decorerebbero la nostra stanza;
i fiori più rari, mischianti i loro profumi ai vaghi
sentori dell'ambra,
i ricchi soffitti, gli specchi profondi, lo splendore orientale,
tutto parlerebbe in segreto all'anima
la sua dolce lingua natìa.

Laggiù tutto è ordine, bellezza, lusso, calma e voluttà.

Guarda sui canali dormire vascelli dall'umore vagabondo:
è per assecondare il tuo minimo desiderio
che vengono di capo al mondo. 
I soli declinanti rivestono i campi, i canali, l'intera città, di giacinto e d'oro;
il mondo s'addormenta in una calda luce.

Laggiù  tutto è ordine, bellezza, lusso, calma e voluttà.

L'ho scoperta per caso, mentre curiosavo nella libreria dell'ingresso...La mia attenzione è stata attratta dal libro che la contiene, I fiori del male, di Charles Baudlaire, testo tanto nominato nelle mie lezioni di letteratura per l'importanza che ha avuto nella seconda metà dell'800...Flaubert e la prosa da una parte, Baudlaire e la poesia simbolista dall'altra...
Mi sono immersa nella lettura di questi pensieri sparsi, tutti riguardanti i molteplici aspetti della Vita, analizzati in modalità differenti a seconda del particolare punto di vista dell'autore... ma credo sia normale, ognuno di noi quando scrive trasferisce un po' di sè su quelle pagine.

E' incredibile però vedere la grande varietà di atteggiamenti utilizzati per raccontare e descrivere... Dalla fredda e tagliente ironia, alla più leggera e dolce tenerezza.

Questa poesia, Invito al Viaggio, ricalca il secondo aspetto e mi ha colpito.
Io Amo tantissimo la parola Viaggio; sì, con la V maiuscola, come Vita... Non è giusto grammaticalmente parlando, ma nel mio piccolo la scriverò sempre così perchè è l'unico mio modo per dimostrare la sua grandezza, che voglio esprimere anche nella scrittura e non solo in quello che vivo ogni giorno.

Il desiderio di un luogo in cui tutto è ordine, bellezza, lusso, calma e voluttà...
Vi è un'intensità e sensibilità incredibili in questi versi, inarrivabili.

Credo che pubblicherò altre poesie di questo libro;meritano davvero ogni attenzione.

 

 

postato da: mac89 alle ore 17:07 | Permalink | commenti (16)
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giovedì, 03 gennaio 2008

Tornata. Sono proprio tornata. Se in macchina qualche ora fa non ci potevo e volevo ancora credere, adesso la realtà di nebbia dell’esterno e di caldo dell’interno è evidente.

5 giorni, come quest’estate. Quasi una fotografia nella totalità della Vita, ma si tratta di attimi davvero intensi, adesso come allora.

Mi sono nuovamente immersa nella Valle dell’Amore, lasciandomi avvolgere dal suo tepore, sempre presente nonostante la temperatura sottozero.

 

Ma si sa, il calore di amicizie care,di rapporti sinceri e di un abbraccio e di un bacio dai mille significati, suscitano l’avvio di un meccanismo interno che conosce solo le parole caldo e gioia.

Là ho trovato molte cose, e sì, anche sorprese.

Cara Amica, tu non puoi immaginare ed io non riuscirò a spiegarti a parole quanto sia stata sorpresa e felice di trovarti lì… Quando da dietro ho udito la parola Ciao, ho sentito dentro di me qualcosa di strano ma mi sono detta che fosse impossibile;ma come ho già avuto modo di imparare nel corso di questi pochi mesi, questa parola non esiste davvero, soprattutto quando mi trovo con Voi.

Grazie, mille volte grazie, perché mi hai fatto trascorrere una bellissima giornata in tua compagnia, con tutte le risate e i momenti di riflessione che ne sono scaturiti, come ogni volta.

Sei stata dolcissima a volermi fare quella sorpresa, dolcissima ad aver pensato a me ancora una volta, credendo che avrei gradito una tua visita improvvisa in quel luogo che significa tanto per entrambe. Ed hai avuto ragione.

Eravamo proprio tanti…Tante persone che si conoscevano già, tante persone che lì in pochi giorni hanno imparato a conoscersi, parlando tra loro e passando attraverso sorti comuni, come lavare i piatti, apparecchiare, sparecchiare e pulire la cucina e il salone…

E tutto divisi in gruppi, proprio come quest’estate.

Nonostante possa sembrare una cosa infantile, io credo davvero che la collaborazione così strutturata sia un grandissimo elemento di coesione, ed ho potuto vedere i risultati di questo…

Tanto divertimento, amicizie nuove ed interessanti e tanta gioia di stare insieme.

Ho provato un’esperienza nuova sulle piste da scii; non posso dire di essere una sciatrice completa, perché mentirei davvero, ma posso affermare di essere soddisfatta di me stessa.

Quando ho messo gli scii ero molto agitata, come qualcuno ha notato e mi ha fatto notare, perché temevo quel passo, anche se non si trattava di una cosa così particolare; ma avevo paura di farmi male, di non riuscire ad imparare come avrei voluto e di deludere chi con tantissima gioia aveva detto di volermi insegnare.

Ma mi sono buttata e dopo alcune cadute e lividi non indifferenti, ho acquistato dimestichezza e soprattutto fiducia in me stessa e nelle mie capacità, ed ho fatto più volte piste molto lunghe senza cadere più.

E mi sono divertita, perché ho visto intorno a me persone care che tenevano a me e che erano felici di vedermi combattiva e decisa… perché il suono impercettibile degli scii sulla neve e la leggera brezza sulla seggiovia erano sensazioni impagabili…

E che dire delle lunghe camminate immersi nella neve? Certi paesaggi mi hanno quasi tolto il respiro, tanto erano caratterizzati da intensità e bellezza. Quando la neve si poggia leggera sui prati, luccicando con quei suoi colori dell’arcobaleno, le colline cantano e comunicano la loro pace a chi ha il grande dono di poterle ammirare…

E’ come una porta verso la felicità, una porta sempre aperta.

La valle dell’Amore è così bella… Ogni mattina uscivo dalla porta della cucina verso il giardino interno ad ammirare la bellezza del paesaggio e la fragranza dell’aria… E dentro me mi auguravo che le ore di quella giornata trascorressero lentissime per permettermi di assaporare tutta quella gioia fino in fondo.

Queste parole possono sembrare quelle di una sciocca sentimentale, che esaspera una semplice bella vacanza, ma io so di cosa parlo e non ho più voglia di giustificarmi, non più…

Perché so del grande dono che mi è stato fatto incontrando alcune persone, perché so che tutto quello che ho scritto qui è vero e perché so che questo “tutto” non lo potrò mai scrivere interamente perché è troppo Grande…

L’amore per un posto meraviglioso in ogni suo aspetto, per persone degne di ogni merito.

Ma voglio scrivere… scrivere per ricordare, scrivere per trasmettere emozioni e riportarle alla mente e al cuore, scrivere per stare bene davvero, come quando scatto fotografie…

 

Mi sono divertita e sentita amata nei giochi sulla neve, con le mani ghiacciate nel collo,con i tuffi nella coltre bianca e le battaglie a palle di neve, con le sfide del silenzio accompagnate dalla punizione a base di solletico e abbracci, con le frasi simboliche che evidenziavano la mia personalità anche nei momenti Importantissimi e spirituali,con le molteplici foto che ho scattato…

Grazie per le chiacchierate serali in camera, piene d’Affetto senza confini reali, grazie per le parole dette e quelle solo pensate, ma rese esplicite in un intensissimo abbraccio e in un bacio… Grazie per la canzone che riassume un Sentimento Grande, grazie per le risate sincere… Ancora una volta grazie per gli Abbracci, segno di un legame fortissimo.

 

 

Come what may…I’ll love you until my dying day…

 

postato da: mac89 alle ore 11:37 | Permalink | commenti (31)
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