Agitazione.
Una parola a me molto comune perchè mi caratterizza da sempre, fin da piccola.
Ricordo ancora il mio stato d'animo prima di una semplice prova a scuola, un'interrogazione, un compito... persino nelle cose belle come i concerti mi sentivo agitata e incapace di stare calma.
Non so spiegarmi il perchè...
La mia preoccupazione prescindeva dalla mia preparazione...Di solito si è impauriti ed agitati se non si è sicuri del lavoro svolto fino a quel momento o se si ha il presentimento che qualcosa vada male.
Per me è sempre stato un po' diverso; non ero preoccupata per la prova in sè e nella maggior parte dei casi ero sicura di me stessa perchè mi ero preparata a dovere, ma ogni volta, anche se tranquilla con me stessa, sentivo dentro di me un malessere generale che si traduceva in un forte mal di stomaco e mal di testa. E' sempre stato così.
Crescendo sono migliorata, ma ancora adesso questo mio difetto rimane, come un fantasma che fatica ad abbandonarmi del tutto.
Insieme a ciò, un forte pessimismo che è parte integrante del mio carattere...
Come un caro amico mi ha detto, io non valgo i voti che prendo o i risultati che ottengo. Le delusioni ci saranno sempre, per tutti, ma il fatto di perdere non significa fallire come persona.
Questo è un grande insegnamento che devo imparare a fare mio perchè di sicuro mi renderà una persona migliore.
Nonostante le loro negatività e il mio modo di abbattermi, oggi ho affrontato questi due macigni e sono riuscita ad accantonarli per poi superarli.
Quando ieri ho saputo il nome dell'esaminatrice del mio esame di guida (la definivano tutti la Signorina Rottermayer di Heidy) , una delle più temute e acide della mia città, sono entrata nel panico. Anzi no, più che preccupata ero davvero arrabbiata. Continuavo a chiedermi perchè tra tutti mi dovesse capitare proprio lei...lei che mette in soggezione...lei che su 8 candidati nei promuove 2...Lei...
Il mio istruttore era stato da subito sincero con me, dicendomi che quella amata signora era un osso duro.
Dopo la rabbia, mi sono calmata ed ho deciso di non pensare altro se non a fare il mio esame il meglio che potessi. Non potevo davvero fare altrimenti.
Così oggi alle 14.30 ero davanti alla mia scuola guida insieme ad altri 7 ragazzi; c'era chi tentava per la terza volta e c'era chi, come me, si stava preparando per affrontare il suo primo esame.
Ho fatto amicizia da subito con quei ragazzi, in situazioni difficili si famigliarizza immediatamente! Ci siamo confidati le nostre speranze, le nostre paure, i nostri pensieri, non mancando di farci delle sane risate constatando la nostra assurda apprensione.
Alle 15, Lei è arrivata. Tutti sono accorsi fuori per vedere dal vivo questo "mostro".
A malincuore i primi due si sono alzati e, con uno sguardo indecifrabile, si sono avviati verso la macchina per sostenere il loro esame.
A mano a mano che il tempo passava, le notizie arrivavano, e c'erano stati due promossi e due bocciati... Toccava ai successivi determinare il resto del conto...
Io il mio l'ho fatto solo dopo le 16.30... Sono salita per seconda in macchina e mentre la mia compagna guidava sotto la sguardo attento dell'esaminatrice, io osservavo la strada dal mio finestrino con le mani giunte e la testa piena di mille pensieri...
Dopo circa venti minuti la mia amica ha accostato ed ha fermato la macchina.
Era il mio turno.
Sono salita, mi sono allacciata le cinture ed ho messo in moto, decisa, arrivata a quel punto, a giocarmela tutta fino in fondo.
L'agitazione non c'era più, aveva lasciato il posto alla determinazione e alla voglia di farcela.
Alla fine quella donna non era così male come tutti l'avevano dipinta; era molto esigente e severa, attenta e pignola. Ma nulla di terribile.
Conscia di questi pensieri, ho cominciato a guidare e seguire la sua voce che mi diceva di volta in volta che strada imboccare...
Sentivo chiaramente di essere tesa; le mie spalle erano più erette che mai, le mani ferme sul volante, lo sguardo fisso sulla strada, ma attento a non tralasciare il passaggio di pedoni o la fuoriscita improvvisa di macchine.
Nel giro di mezzora sono tornata alla scuola guida; ho spento il motore ed ho aspettato.
L'esaminatrice si è rivolta alla mia compagna dicendole:
"Metta una firma qui"
Io attendevo il mio turno in silenzio.
Poi si è voltata e mi ha detto:
"Anche lei,signorina. Tenga"
A quelle parole il mio cuore ha esulatato di gioia...una gioia che non potevo manifestare apertamente perchè la situazione esigeva un minimo di contegno, ma che dopo ho fatto chiaramente uscire fuori...
Sorrisi, abbracci, baci... Felicità, soddisfazione...
Ho preso la patente!
Grazie davvero a tutti, grazie.




































