Sono qui nella mia stanza a scrivere, mentre ascolto tranquilla una bellissima canzone di Celin Dion.
Un altro Natale è passato, e come ogni cosa non ritornerà. Ma non è il caso di disperarsi, ogni periodo ha i suoi momenti, l’uno diverso dall’altro.
Non scriverò il discorso post-feste, ma solo una serie di considerazioni che mi sorgono spontanee dopo aver letto e sentito certi discorsi sul Natale e sulla sua ipocrisia.
Ognuno di noi è libero di pensare ciò che vuole riguardo a questa festa; può odiarla se lo ritiene opportuno, ma mi piacerebbe che si fosse davvero sinceri con se stessi.
Nascondersi dietro alla tesi del consumismo, che rovina e demoralizza ogni festa vera, non è una cosa giusta e sicuramente non esclude la motivazione principale dell’astio che alcune persone provano nei confronti del Natale.
Sicuramente è un aspetto che ha contribuito a spostare l’attenzione da un qualcosa di importante a un qualcosa che non lo è, ma c’è solo quello?
E che dire allora di Pasqua, con quelle mille ed inutili uova?
Ogni volta che pronunciamo la parola Natale ci viene in mente il consumismo?
Io non credo.
Ci vengono in mente una serie di parole e sentimenti ad essi collegati, e forse è proprio da qui che si deve partire…
Al Natale è collegata la Gioia per l’evento religioso, che poi si tramuta in felicità collettiva.
Perché?
Perché è un’occasione per stare insieme, per parlarsi e confrontarsi, per giocare e ridere. Per pensare.
Che c’è di male in questo? Cosa importa se avviene magari una sola volta all’anno?
Ogni cosa ha importanza, e deve essere vissuta fino in fondo anche se non ci saranno repliche.
Certe persone non passeranno la loro Vita a comportarsi gentilmente, non parleranno seriamente con i loro parenti, non daranno il giusto peso a ciò che accade intorno a loro… ma se questo accadesse ianche solo un giorno, perché lo si deve distruggere o negare la sua importanza?
Le persone dovrebbero essere buone tutto l’anno e non solo a Natale… è verissimo.
Ma cosa c’è di male a VOLERSI sentire un po’ più buoni in questo particolare periodo?
Lo si dovrebbe essere tutto l’anno, quindi perché non iniziare da qui?
Sapete perché tutto questo non basta? O perché certe persone sono bastiancontrarie a qualsiasi cosa gli venga detta?
Perché c’è di più.
E questo di più è collegato ai sentimenti.
Il Natale, oltre che un’importante festa religiosa, è anche un’occasione di riunione.
Si può ricreare un’atmosfera rilassata e tranquilla, e quindi di serenità.
E spesso è proprio quella che manca. Per storie finite, per amicizie rovinate, per motivi gravi di salute, per problemi lavorativi, e per mille altri.
E’ normale non vivere lo spirito natalizio quando le cose intorno a noi non vanno bene ed è giusto.
C’è chi riesce a nascondere il proprio stato d’animo, chi non ce la fa perché i suoi sentimenti sono evidenti, e chi, arrabbiato più con se stesso che con gli altri, fa di tutto per distruggere questa festa.
Non si tratta di non essere tristi o arrabbiati perché la propria Vita non è come si vorrebbe, ma di mostrare quasi odio per tutto ciò che il Natale rappresenta ed imbottire i discorsi di parole astiose con motivazioni assolutamente non vere.
Il consumismo… Non è forse vero che spendiamo già in tutto l’anno tantissimi soldi per comprare cose in molte occasioni inutili?
La finta gioia che si mostra a Natale… Deve essere per forza finta? Non è forse possibile che una persona sia davvero felice in quest’occasione di festa?
Tutto deve sempre andare male e tutti devono sempre fingere?
Se così fosse, che Vita triste e priva di gioia sarebbe.
Mangiare tranquilli e non preoccuparsi della gente che muore di fame… Verissimo. Ma ciò che non tollero è che anche le persone che pronunciano queste frasi, durante l’anno, non si preoccupano minimamente di ciò che accade intorno.
Dovremmo stare più attenti nell’uso delle parole…E come dicono certi, come si deve essere buoni tutto l’anno, bisogna anche essere sensibili tutto l’anno.
E siccome questo non si verifica, perché far ricadere su chi festeggia con la propria famiglia il peso di non preoccuparsi degli altri?
Perché si riversa la propria rabbia e la propria insoddisfazione sugli altri.
E molte volte questa insoddisfazione è dipesa da noi stessi, e ciò provoca ancora più odio.
E allora basta rifugiarsi dietro insulti, grandi frasi solenni contro il Natale, il consumismo e la fame nel mondo…
Bisognerebbe fare un bilancio della propria Vita e cercare di correggere gli aspetti che non ci vanno bene.
Io sono una persona molto realista, e non sognatrice, ma in alcune cose credo, o per lo meno VOGLIO crederci, e non sopporto la VERA ipocrisia.
Detto questo, io ho trascorso un Natale tranquillo con i miei parenti, prima qui a casa e poi nella mia amata campagna.
Ho ricevuto dei bei regali, alcuni molto significativi, come il cuscino con su scritte delle frasi tratte dal Piccolo Principe, due fotografie grandi di Audrey Hepburn, un calendario con la foto di me e della mia sorellina e un dvd importante.
Questo Natale è stato come gli altri, ma merita di essere ricordato.
Anzi no, un qualcosa di diverso c’è stato… C’era il piccolo Mattia. Il suo primo Natale, come aveva scritto sul bavaglino rosso.
E’ stato bellissimo vederlo ridere (e piangere) in mezzo a tutti noi…
Ed è stato dolcissimo cullarlo tra le braccia mentre tentavo di farlo addormentare cantadogli delle canzoni…
Tra due giorni partirò per la Valle Dell’Amore, come un’amica l’ha definita.
Un posto importantissimo che quest’estate ha dato inizio ad un percorso meraviglioso che ancora seguo…
Chissà... mi convinceranno a sciare? Ma sì, devo vivere pienamente questi giorni, le ultime feste da liceale…
Non è obbligatorio essere felici, ma se si scava un motivo per esserlo si trova.
E questo motivo, seppur piccolo, vale la pena di essere vissuto fino in fondo.
Tanti auguri per felice 2008, di tutto cuore...



































