Sono un po’ combattuta.
Non so se ho fatto bene… ma non ho potuto davvero resistere.
Erano giorni che passando per le scale del mio palazzo lo vedevo lì appoggiato alla parete gialla.
Mi guardava… o meglio io guardavo lui, attirata da una strana forza. E’ come dice Kant nella critica del giudizio, tutto è in noi… la nostra percezione soggettiva fa sì che trasferiamo la nostra esigenza di bellezza sull’oggetto che vediamo con i sensi, cosicché sembra che quell’oggetto sia lì per produrre il nostro piacere… apposta per noi…
Erano giorni che mi chiedevo cosa quel piccolo quaderno racchiudesse… All’apparenza sembrava appartenere ad un bambino delle elementari, ma potevo solo immaginarlo.
Oggi, rientrando a casa, l’ho visto ancora lì e non ho resistito.
Mi sono avvicinata e l’ho preso in mano, sfogliandolo cautamente…
Era un quaderno di poesie.
Attratta dalla prima, ho cominciato a leggerlo fino ad arrivare alla fine…
Mi dispiace di aver violato la privacy di quel bimbo, ci ho pensato solo dopo, ma quel quaderno era così tenero con quei disegni un po’ buffi, gli errori di grammatica, i “bravo” delle maestre a suggellare un primo giudizio, al quale poi ne seguiranno molti e molti altri…
Leggere quella piccola testimonianza di Vita mi ha fatto sorridere…
Ricordo con molto affetto le scuole elementari, appena posso vado a trovare le mie maestre alle quali sono ancora molto legata ancora adesso.
E’ stato un periodo bello e sereno, come forse lo è per ogni bambino; sento una grande nostalgia che però si tramuta in gioia quando mi siedo e comincio a ricordare, aiutata magari da un mio vecchio quaderno o dalla cassetta di una recita…
Adesso il piccolo oggetto che mi ha fatto venire in mente tutto questo è di nuovo al suo posto, spero che il bimbo venga presto a prenderlo… Gli servirà un giorno, forse ancora più di quanto gli stia servendo ora.
Ho visto la primavera
È verde
Come una mela selvatica
È allegra
Come un sorriso di un bambino
Parla con le parole del vento
Sorride
Con il rosa delle rose
Quando credi che pianga
È solo una goccia della sua silenziosa pioggia.
(Poesia popolare finlandese)
































Vita, 3o giugno 2oo6

