domenica, 30 settembre 2007

Lettere. La parola chiave è questa.

Personalmente credo siano la più grande forma di comunicazione del mondo. Non dal punto di vista dell’utilità, di certo riconosco il potere immensamente superiore delle tecnologie quali il telefono ed internet, il portale sul mondo, come d’altronde quello del giornale.

Il primato delle lettere sta nella loro profondità e sensibilità che non si possono riscontrare in questa misura nelle altre discipline elencate sopra…

Nelle parole di chi scrive sono racchiuse tutte le emozioni e sensazioni che, attraverso questo modo così intimo di comunicare, si riversano direttamente su chi legge, creando una sorta di corrispondenza e legame profondo tra le due persone… E’ come se le sensazioni di chi scrive si trasmettessero automaticamente alla persona che le legge e che quindi, a suo modo, le vive.

Sono proprio questi i motivi che in passato mi hanno spinta a scrivere un piccolo romanzo epistolare, esperienza che ricordo con tantissimo affetto e che spesso rileggo per vedere se le mie sensazioni nel leggere siano le stesse di allora.

Il film che ho visto sabato sera riassume questa mia visione…

La guerra raccontata dalla parte dei vinti attraverso l’espediente delle lettere scritte dai soldati e dagli ufficiali di alto rango giapponesi, nel bel mezzo di un’imminente sconfitta.

Le ansie, le aspirazioni, le paure, i sogni, le semplice idee sulla Vita di tutti i protagonisti, visti prima nelle loro azioni in campo, valorosi e coraggiosi come non mai, e poi nel loro carattere interiore, seduti per terra come ad una scrivania, a raccontare le loro giornate esasperanti, al limite della follia e della vergogna…

Per molte delle figure i due aspetti non corrispondono, la voglia di mostrarsi fieri in battaglia supera qualsiasi morale interiore; solo alla sera possono finalmente riversare i loro reali pensieri tutt’altro che coraggiosi su un pezzo di carta ingiallita dalla guerra e dal tempo che scorre.

Un film che mi ha coinvolta molto per come è narrato e anche, e soprattutto, per la caratterizzazione fine dei personaggi, analizzati nel profondo.

Insuperabile per la loro intensità le scene in cui i protagonisti scrivono le lettere ai loro cari, e nel momento stesso in cui le posano a terra per dirigersi a combattere, in un bagliore di luce, esse diventano il tramite che conduce direttamente ai giorni nostri, in cui si vedono gli archeologi scavare in quell’esatto punto, meravigliati per aver trovato un foglio di carta, all’apparenza semplice, ma che in realtà racchiude TUTTO.

Il sottile e magico legame tra passato e presente.

 

Buon inizio settimana a tutti…

 

Laura

 

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giovedì, 27 settembre 2007

Ogni mattino si porta con sé un particolare miracolo... Il proprio momento magico nel quale vecchi universi  vengono distrutti e si creano nuove stelle.

                                                       Da Vita

                                                                             30 giugno 2006

 

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lunedì, 24 settembre 2007

“Anima mia, anima mia,

sconvolta da sventure senza rimedio,

non abbatterti, poni il petto ai nemici e difenditi,

non indietreggiare di fronte alle loro insidie.

E se vinci non vantarti in pubblico,

se sei vinta non piangere e non disperarti.

Godi delle gioie, ma in modo eccessivo,

e nelle sventure non perdere il senso della misura.

Sappi riconoscere quale ritmo domina gli uomini”

 

Personalmente è uno di quelli che preferisco, soprattutto per la considerazione finale.

Certo, come tutti i brani che trattano di etica, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ma ciò a mio parere non toglie importanza al frammento.

Godere delle gioie senza eccesso… soffrire nelle sventure senza farsi abbattere…sapere riconoscere il RITMO che domina gli uomini…ossia l’alternanza di gioia e dolore…continua nella nostra vita.

A volte mi sembra davvero di vivere in una giostra, sbalzata di qua e di là senza misura.

Mi è già capitato più di una volta di provare una gioia molto grande e poi di vederla svanire del tutto l’attimo dopo…il contrasto è stato troppo evidente e lacerante.

Sì, riconosco il ritmo, lo comprendo…tuttavia non riesco ad abituarmici.

Godo volentieri delle gioie, non credo in modo eccessivo, per lo meno non quando è a discapito di altre persone, ma posso dire con sicurezza di farmi abbattere dalle “sventure”, di qualsiasi entità esse siano.

La vita la si vive o la si progetta?

Intendo dire che se la progettiamo forse vuol dire che siamo insicuri e che vorremmo che tutto andasse come da noi stabilito, anche se poi non è così.

Perché ci preoccupiamo per delle frivolezze, delle cose inutili?

A me capita sempre di ingrandire problemi che, se guardati con la dovuta razionalità, non sono poi così gravi. Sapete qual’è il problema?

Me ne rendo conto e so che si tratta di un atteggiamento che mi fa solo del male.

Anche perché se mi preoccupo per queste cose, cosa farò quando capiterà qualcosa di veramente grave?

Questo è il ritmo che domina gli uomini…

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domenica, 23 settembre 2007

 

Perchè devo sempre essere io quella che si preoccupa? Perché sempre io a cercare di risolvere quello che non va? Forse sto esagerando… forse sono io che come al solito drammatizzo…

 

Ma davvero non so più che fare… un’amicizia deve essere uno scambio, non una strada a senso unico. Le persone possono essere diversissime tra loro ma non è questo il punto…

Ognuno deve avere la sensibilità ed intelligenza per capire che sta sbagliando, che così non va, che con il suo comportamento sta prevaricando l’altra persona e le sta anche facendo del male… perché se quella persona ha bisogno o anche soltanto voglia di parlare bisogna darle ascolto…

Fa piacere raccontare anche le minime cose che però ti hanno trasmesso entusiasmo e portato gioia…è un atteggiamento naturale dell’uomo… ma non se la persona che ti sta davanti ti guarda e ti ascolta passivamente, dicendoti le solite frasi e non vedendo l’ora che arrivi il suo turno di parola per raccontare i suoi fatti lasciando in ombra quelli appena detti…

E io che mi facevo gli scrupoli, preoccupandomi per il fatto che stavo trascurando un’amicizia dopo aver conosciuto altre persone…

Non mi va di stare male, non mi va di essere sempre la sola che interroga la sua coscienza per scoprire se ha fatto qualcosa di male… Non voglio essere quella che ogni volta fa notare le cose agli altri…

Ognuno si accorgerà prima o poi dei suoi comportamenti…e se non lo farà io prenderò comunque la mia strada insieme a persone che mi fanno star bene con me stessa e che mi ascoltano…

Scusatemi per lo sfogo ma a volte sento il bisogno di farlo…

 

                                …Sto semplicemente danzando la Vita…

 

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venerdì, 21 settembre 2007

Qualcuno mi ha augurato una giornata piena di emozioni... beh , sicuramente lo è stata!

Appena uscita da scuola subito in ospedale per assistere all'evento che tutta la famiglia aspettava da nove mesi... E' nato Mattia! E un bambino di 3,4 kg, capelli biondi e sparati in su ed un dolce visino... E' bellissimo.

Nonostante sia il figlio di mia cugina e non un mio stretto parente, ho molto vissuto l'emozione di questo questo periodo e anche l'ansia e le preoccupazioni che ne sono derivate... La mia fortunatamente è una famiglia molto unita, le differenze di parentela non si percepiscono davvero...ogni tanto se ci penso mi vengono le lacrime agli occhi. Io purtroppo non ho ne fratelli nè sorelle ma ho, tra tutti, un cugino e una cuginetta, la sorella di quella che ha partorito, che posso sinceramente considerare fratelli... Voglio loro un bene immenso da sempre...

Adesso è arrivato Mattia...

Piccolino, ti auguro tanta tanta felicità e tanto amore che sicuramente nè i tuoi genitori nè nessun altro ti farà mancare... Il Natale sarà più bello quest'anno insieme a Te... ti voglio bene...

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mercoledì, 19 settembre 2007

"Non leggiamo e scriviamo poesie perché è divertente. Leggiamo e scriviamo poesie perché apparteniamo alla razza umana. E la razza umana è piena di passione. La medicina, il diritto, l'economia e l'ingegneria sono nobili occupazioni, necessarie alla sopravvivenza. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, queste sono le cose per cui vale davvero la pena vivere."

L'attimo fuggente

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martedì, 18 settembre 2007

Eccomi qui a raccontare qualcosa di me anche in campo scolastico.

E’ da poco iniziata la terza liceo classico e mi sento stranita. Nonostante tutte le preoccupazioni e pensieri sulla maturità, adesso non riesco a rendermi conto che alla fine di giugno dovrò affrontare l’esame. Ma d’altra parte è meglio così, basta con pensieri inutili.

Analizzando invece quella che è stata la mia impressione, posso dire che poteva essere peggio. I professori sono sempre gli stessi, con i loro pregi e i loro difetti più o meno manifestati, ma d’altronde cinque anni servono anche per abituarsi alla cose e alle persone, accettando molti compromessi e facendo anche più fatica di quella normalmente richiesta se un professore vuole un determinato compito fatto in un certo modo.

Tutti si sono dimostrati moderatamente tranquilli verso l’esame, non evitando però di manifestarci perplessità nei confronti dell’enorme programma da svolgere e non mancando di dirci che quest’anno, più degli altri, richiederà il massimo impegno.

Queste cose le ripetono tutti fino alla nausea, ma è bene dirlo ad ogni modo…

I compagni sono sempre gli stessi, solo qualche lieve cambiamento fisico… La classe invece è un’altra: più soleggiata e forse più grande. Anzi, credo sia uguale ma i soli 8 banchi che racchiude la fanno sembrare davvero enorme… In classe siamo rimasti 16, dei 27 della prima superiore; le selezioni sono state davvero dure, ma noi resistiamo stoici…

Oggi ho anche conosciuto la nuova e tanto discussa professoressa di italiano.

E’ totalmente differente dalla nostra precedente… eravamo abituati ad una persona esuberante in tutti i sensi, simpatica, attiva e stimolante… Questa invece è più calma, seriosa e attenta, ma mi ha fatto una buona impressione.

Mi sembra una donna di grande cultura, ci ha parlato a ruota libera per due ore partendo da Foscolo fino ad arrivare al Romanticismo con una semplicità e collegamenti logici incredibili. Inoltre non è così soporifera come alcuni l’hanno definita...

Tutto sta nell’essere un po’ flessibili e non percepire come troppo negativo un cambiamento, che in qualche caso può essere anche benefico.

Da domani si inizia già a lavorare sulle versioni… siamo partiti!

Un abbraccio a tutti e buona giornata…

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sabato, 15 settembre 2007

Sono stata invitata a fare questo gioco: dire otto cose di me. Eccovele:

 

1-     Ho una passione grandissima per le foto e la mia camera ne è piena.

2-     Suono la chitarra ed ho anche inciso un cd tempo fa.

3-     Sono molto insicura e mi baso troppo sulle opinioni altrui.

4-     Arrivo quasi sempre in anticipo.

5-     Sono appassionata del telefilm Jag ed ho incontrato altre persone provenienti da tutt’Italia che condividono questa passione, instaurando sincere amicizie.

6-     Faccio sempre una doccia tiepida, anche in estate…troppo fredda muoio.

7-     Adoro giocare a calcio e a pallavolo (i miei vecchi sport)

8-     In campagna ho un luogo segreto solo mio in cui quasi ogni anno sotterro un foglietto con su scritti i miei pensieri.

 

Chi vorrà dire le sue mi farà piacere, è sempre un modo per conoscersi meglio...

Vi auguro una buona giornata, un abbraccione a tutti!

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venerdì, 14 settembre 2007

Sento il bisogno di scrivere, di sfogarmi. In questa mattinata di settembre ho voglia di farlo... Alcune delle mie più care amiche hanno iniziato la scuola oggi, ed è veramente triste collegarsi ad msn al mattino e non trovarle più... Era diventata una bella abitudine, ci si rilassava ma soprattutto si aveva la consapevolezza di essere in vacanza. Invece adesso l'unica cosa che posso fare e sentirle al telefono per sapere come è iniziato il loro nuovo anno...

Troppe cose mi frullano nella testa in questo momento e ieri sera mi sono già sfogata scrivendo... sarebbe superfluo ripetere tutto e non mi aiuterebbe nemmeno... Certe cose risultano più vere se dette in modo naturale e sincero, e non con l'intento di scrivere qualcosa tanto per riempire un post... In quest'ultimo periodo sono stata abbastanza felice, mi sono goduta gli ultimi giorni liberi divertendomi con piccole ma importanti cose, ma ad un certo punto la realtà ti piomba davanti.

La scuola sta per iniziare, la maturità è lì che aspetta gli studenti del 5° anno ed io come al solito mi sono presa troppi impegni.
Ci sono delle priorità che non posso sottovalutare, lo so benissimo... ed è per questo che mi vedo costretta a rinunciare a cose a cui tengo molto, come la danza.
Chissà come finirà...non so.
Mi ero riproposta di provare ma ultimamente non so più... soprattutto se penso al mese di Giugno non riesco a vedermi felice ed entusiasta per il saggio come ogni anno, con la maturità che incombe o che magari capita proprio il giorno dopo, come è già successo...
Oltre a ciò la patente, il gruppo Gvss e altre cose... L'esame si avvicina e lo temo anche so ho studiato; persino il mio istruttore mi ha detto: "l'esame è facile ma deve essere tutto perfetto". Certo, grande cosa.
Tra poco inizieranno le riunioni con il gruppo ed io non voglio mancarvi perchè le aspetto da tanto ormai e ne sono entusiasta,e poi credo davvero che mi possano aiutare a staccare un po'... per non parlare poi di tutti i bei programmi che abbiamo in mente di realizzare. Spero solo di non dovervi rinunciare.
L'unica cosa che desidero è che quest'anno passi in fretta, o che per lo meno io non mi accorga della sua lentezza... Voglio che finisca il prima possibile per cambiare decisamente aria e respirare qualcosa, magari di più difficile, ma per lo meno nuovo... Spero che a scuola non nascano inutili tensioni relative a voti, ingiustizie e altre cose del genere, che creano un clima orribile e tanta tensione inutile...
Non potrei davvero sopportarla...arrivati a questo punto ho bisogno di tranquillità...
Pensiamo che questo è l'ultimo anno e che, nonostante quello che potrà succedere alla maturità, nulla potrà cancellare i  buoni risultati conseguiti durante l'anno... Certe cose succedono e basta, e tutto va avanti ugualmente... ad un certo punto non importa davvero.
Spero solo di potermelo ricordare anche nei momenti di sconforto.
 
                        ... Sto semplicemente danzando la Vita ...
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mercoledì, 12 settembre 2007

L’arte di perdere non è difficile da imparare,

 così, molte cose sembrano fatte con l’intento di essere perdute, se le perdiamo non è un disastro.

E tu sempre perderai le tue chiavi di casa con un sorriso.

Ho perso due città,

due fiumi,

un continente,

ma non è questo un disastro .

Perfino perdere te che giochi con la voce dei gesti non mi fa soffrire.

Grazie all’arte si impara presto l’arte di perdere,

anche se a volte

quella perdita si rivela un disastro.

 

-        Come ti sembra?

-        E’ bella.

-        Che commento assurdo, di cosa parla?

-        Non lo so.

-        Sì che lo sai, di che parla?

-        Di perdere.

-        Cosa? Come ne parla l’autrice?

-        Beh, prima lei dice di aver perso cose materiali.. come le chiavi di casa.. poi però perde città, fiumi,continenti…

-        Si addentra nel grandioso…

-        Sì, ma usa un tono caparbio, forte, duro..

-        Secondo te è distaccata?

-        Sento che vuole sembrare distaccata, ma dentro soffre per la perdita subita…

-        E cosa ha perso? Un amante?

-        No…..un amico.

-        10 e lode. Bravissima.

 

 

 

(Pezzo tratto dal film “IN HER SHOES”)

postato da: mac89 alle ore 09:04 | Permalink | commenti (32)
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