venerdì, 31 agosto 2007

Mio scritto che trae ispirazione dal bellissimo componimento di Saffo, poetessa greca, che io ho cercato di reinterpretare da un punto di vista più soggettivo.

Spero di essere riuscita ugualmente a trasmettere il fascino e la carica emotiva originari che questo carme possiede.

 

Mi sembra simile a un dio

Quell’uomo che siede di fronte a te

E ti guarda occhi negli occhi

Ascoltandoti assorto

Mentre tu dolcemente parli con un lieve sussurro

Quasi le tue parole fossero dolci veli

Questa visione mi ha veramente turbato nel cuore

Le mie membra si sono sciolte come abbandonate dal loro soffio vitale

Un  prato senza fiori

Una notte senza stelle

Una strana sensazione si è impadronita di me

Il sentimento è divampato

Forte e travolgente

Appena ti guardo un breve istante

Improvvisamente la mia voce scompare

Nulla mi è più possibile dire

La lingua si spezza

Un fuoco sottile e leggero mi scorre sotto la pelle

Gli occhi non vedono più nulla

Lo sguardo si offusca  

Estraniato dal mondo

Le orecchie risuonano di un suono nuovo

Loro proprio e di nessun altro.

Su di me il sudore si spande

Un tremito freddo mi attraversa tutta

Le mie sensazioni sono così trasportate dal vento

Lui solo consapevole della mia agonia

Mi sento morire poco a poco

Rapita da questi pensieri

Così intensi

Così vivi

Mentre la notte scende su di noi.

postato da: mac89 alle ore 21:44 | Permalink | commenti (5)
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giovedì, 30 agosto 2007

Una sensazione strana. Non so neanche cosa scrivere ma ho voglia di farlo... Dopo una bella serata come quella di ieri, mi ritrovo a pensare alle amicizie...Prima mentre cucinavo pranzo mi sono fermata un attimo e ho sussurrato a me stessa: " Certo che le amicizie riscaldano davvero il cuore".

Sembra davvero una delle solite affermazioni da manuale...ma era da un po' che non provavo questa sensazione... questo strano bruciore allo stomaco...un piccolo sentore che però non crea disagio... un’impercettibile presenza che fa salire le lacrime agli occhi ma non provoca dolore…

Anzi genera forza… e la salda consapevolezza di essere davvero amati.

 

postato da: mac89 alle ore 14:06 | Permalink | commenti (6)
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lunedì, 27 agosto 2007

I puzzle sono oggetti strani… a chi sarà venuto in mente di spezzare l’armonia di un’immagine o di un viso in tantissimi pezzi?

C’è stata una ragione precisa o tutto è avvenuto per caso?

Magari un bambino, giocando col suo fare spensierato, ha rotto una semplice pagina e sua madre, nel tentativo di rincuorarlo, ha cercato di ricostruire il tutto facendogli capire che nulla è perduto…

O forse a qualcuno, in un certo momento della sua vita, è venuta la bizzarra idea di creare qualcosa di nuovo… qualcosa per cui valesse la pena impegnarsi se si voleva veramente giungere ad una conclusione.

La verità è che non so nulla di questo argomento e in questo momento non voglio nemmeno saperlo. Ho solo bisogno di sfogarmi e lasciar correre la mia immaginazione…

La cosa più bella dei puzzle è che ogni singolo pezzo non è in accordo con tutti gli altri bensì con alcuni, pochi, prescelti… ogni ansa si lega alla sua speculare e a nessun altra…

Quante volte sembra che tutto sia a posto… In quella miriade di pezzi si riesce a scorgerne uno che in particolare attira la nostra attenzione, che si distingue dagli altri… per la sua forma, per il colore, per un particolare dettaglio presente su un angolo…

E poi, anche solo accostandolo ad un’altra piccola formina ad esso simile, ci si accorge che non è quello che stavamo cercando. E’ il pezzo sbagliato.

Ma d’altronde che importa? Ci sono tantissime altre possibilità per riprovare.

Proprio come nella Vita.

E’ meraviglioso osservare come tante piccole entità si uniscano per costituirne una sola…

Ogni paesaggio racchiude una bellezza intrinseca: è così per una bella foto come per le tipiche montagne innevate o le distese di sabbia e acqua cristallina. Ma credo che alcuni scorci siano capaci di trasmettere qualche sensazione in più.

Qualche giorno fa ad esempio… Girovagando per gli alti scaffali di un negozio ho subito notato alcune fotografie di paesaggi di mare e di montagna ma fin dal primo momento, nonostante la meraviglia iniziale, ho capito che per me tutto quello non era abbastanza perché desideravo qualcosa di più. Non per il fatto di distinguermi dagli altri, ma per il semplice motivo che, osservando quel puzzle che poi sarebbe finito sulla parete della mia camera, avrei voluto sentire qualcosa… quel qualcosa che altri paesaggi, ne ero sicura, non avrebbero potuto darmi.

E così è stato infatti.

Quel paesaggio inglese dipinto con tanta leggiadria mi ha colpita fin da subito: le casette e il piccolo ponte in pietra, uniti a quel cielo macchiato di giallo e violetto, comunicavano un’atmosfera di calore e mistero.

Era bellissimo davvero.

Ma nonostante ciò, quella non è stata la mia scelta.

Vicino a lui vi era un altro puzzle, un dipinto dello stesso autore con le medesime caratteristiche tecniche.

Il soggetto però era differente… un giardino.

Un giardino con vicino un viale di pietra… fiori coloratissimi di tutte le forme e qualità ai lati del quadro a fare da contorno… e proprio sullo sfondo un piccolo cancello…

Se il puzzle di prima comunicava una sensazione di mistero, questo costituiva un vero e proprio enigma…

Un piccolo cancello aperto sull’ignoto.

Non si riusciva a distinguere chi o cosa esso racchiudesse tanto era fitta ed impenetrabile quella sottile foschia… ed è stato proprio questo dettaglio ad attirarmi sempre più e a convincermi a scegliere proprio quel dipinto, in mezzo ai tanti altri che avevo visto.

Penso che quell’atmosfera di mistero, attesa e curiosità mi si addica davvero.

 

Una sola foglia sa donare un po’ di ombra… Devo tirarmi su, sto semplicemente danzando la Vita.

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lunedì, 27 agosto 2007

E’ davvero così. Perché?

Mi vogliono mettere alla prova?

Vogliono vedere la mia capacità di adattamento nelle situazioni difficili?

Perchè ogni volta che ho dei punti fissi questi si dissolvono nel nulla? E per di più quando ne avrei più bisogno?

Nell’anno della maturità cambio l’insegnante di italiano, una delle più importanti anche per l’impostazione della tesina e in più anche quella di danza.

Non è nulla di grave se si guarda il fatto con la dovuta razionalità… La sostituirà una persona che io conosco già e che, anche se lo stile che insegna non è dei miei preferiti, non è proprio così male ; inoltre la mia insegnante dovrebbe assentarsi solo per un anno, il tempo necessario per organizzarsi e trovare un altro collaboratore che le possa permettere di fare i corsi in entrambe le scuole e non in una sola.

In aggiunta a tutto ciò potrebbe essere una buona occasione per vedere cosa sono capace di fare con un’insegnante diversa, e non vi nascondo che non vedo l’ora di iniziare l’anno accademico per vivere questa nuova esperienza, diversa in tutto e per tutto.

Ma la tristezza rimane…

Non solo per la perdita professionale, ma anche e soprattutto per quella umana.

Voi di splinder non sapete ancora molto di me ma io voglio molto bene a questa persona e  le sono davvero affezionata. E’ una delle poche persone che stimo in modo quasi completo e vederla sparire così all’improvviso mi ha fatto male...

Quante prove dovrò affrontare quest’anno…Ho paura.

Di non farcela, di non raggiungere i risultati che mi sono prefissa, di deludere gli altri e soprattutto me stessa, la più dura delle esaminatrici.

TIENI DURO MARINE…

 

 

 

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domenica, 19 agosto 2007

Così lo definiva il suo fondatore e curatore, circa un secolo fa.  Sir Thomas Hambury era un facoltoso inglese con la passione per le piante, passione che lo ha portato a costituire il più grande giardino botanico d'Europa. Ma la cosa più bella di villa Hambury è l'atmosfera di assoluta tranquillità che si percepisce fin dal cancello d'entrata... un piccolo paradiso terrestre che si estende dall'alto verso il basso per 18 ettari, ricco di stradine e viali, pergolati e fontane di ogni epoca. La struttura di questo enorme giardino non è ovunque la stessa, infatti si alternano scaloni, fontane, sentieri più o meno lunghi e grandi prati.               

 

                                                            

E' bello vedere come la moderna organizzazione dei curatori del giardino conviva meravigliosamente con la storia, sempre presente, di quel luogo... Sir Hambury e sua moglie avevano fatto grandi cose per la loro dimora, curando ogni singolo particolare; purtroppo però la seconda guerra mondiale ha fatto sentire la sua presenza e in quel periodo la villa è stata invasa e completamente distrutta dalla dominazione tedesca...

Il giardino ne porta ancora i segni... i tronchi di molte palme sono ancora visibilmente segnati dalle bombe, ma nonostante ciò si reggono in piedi e sopravvivono.

   

Finita la guerra la famiglia Hambury si è riappropriata del suo territorio e, con Cecil Hambury, figlio del fondatore, ha conosciuto il suo massimo splendore. Anche la moglie di quest'ultimo, la bellissima Dorothy ha contribuito... una delle mille meraviglie del posto è proprio il giardino dei profumi, da lei voluto... Esso raccoglie tutte le varietà di piante e fiori più profumate al mondo e soprattutto verso il tramonto si possono sentire i loro mille aromi. Il vialetto di ingresso è un qualcosa di unico e risulta quasi misterioso, ad un primo sguardo.

Penso sia una delle cose più belle che ho avuto la fortuna di ammirare... Quando mi sono ritrovata ad innaffiare il viale di quel piccolo giardino, che tra l'altro non è neanche molto facile da attraversare per la presenza di piante che si intrecciano tra loro, ho assistito ad una scena molto tenera: un piccolo uccellino blu scuro, attratto dall'acqua, è venuto pian piano verso di me... Aveva molta paura e non osava avvinarsi più di tanto... continuava a scendere di ramo in ramo ma la mia figura lo spavantava così ogni tanto tornava sul ramo più in alto. Ad un certo punto ha raccolto il coraggio e si è letteralmente lanciato verso il getto d'acqua , passandomi vicinissimo, e si è bagnato appena le piccole ali per poi volare nuovamente verso la cima dell'albero... Anche quando mi sono rivolta altrove per bagnare le altre piante ho notato che continuava pacatamente a seguirmi...

Bellissimo...

E che dire poi dei meravigliosi fiori che l'intera villa racchiude? I loro colori e forme sono un qualcosa di unico, come ad esempio la viola Passiflora, uno degli esemplari più particolari al mondo. Sapevate che quella che noi comunemente chiamiamo mimosa in verità non lo è? La vera mimosa ha dei sottilissimi fiori lilla e le sue foglie, simili alla nostra dal colore giallo, si chiudono appena vengono toccate... E' stato stranissimo sperimentarlo con le mie mani.

 

 

Ho vissuto due settimane in una piccola casetta situata nella parte inferiore della villa insieme ad una mia amica ed è stato allo stesso tempo emozionante e divertente cambiare aria, abbandonando un po' il solito habitat. Ho imparato ad aver meno paura degli insetti anche perchè sono stata costretta a conviverci e ad accettare la loro presenza ( ma forse quella non è più casa loro?), a volte anche in modo non molto pacifico... Vi assicuro cheaccorgersi, a mezzanotte passata, che un geco è entrato nella vostra stanza non è proprio una bella sensazione... Ma le risate e il divertimento che sono derivati dalla sua cattura ci hanno davvero ripagato della paura inziale.

La casetta sorgeva proprio sopra il mare ed ogni mattino potevamo ammirare il sole che sorgeva davanti a noi, proprio dalla finestra del salone. Subito fuori un boschetto di ulivi e canne di bamboo, vicino ai quali c'era il piccolo porticato della casa dove ogni giorno, in genere dopo pranzo, ci sedevamo a leggere o a studiare.

   

Ho conosciuto e lavorato con alcuni dei giardinieri della villa che si sono dimostrati fin da subito molto gentili e soprattutto appassionati e competenti. Uno di loro ci ha spiegato per intero la storia di questo stupendo luogo, la sua evoluzione nel corso degli anni, le sue leggende... Come dimenticare l'anima di Suor Violante che vaga ancora per le sale del palazzo e il bellissimo tempietto che Lady Hambury ha dedicato a suo figlio Cecil, morto prematuramente, regalandogli anche una piccola lampada a forma di stella destinata a rimanere per sempre accesa?

 

Sono rimasta colpita da tutte le cose che ho visto ma mi sono affezionata ad alcune in modo particolare. Il filare di rose del piazziale sud per esempio, un'autentica meraviglia... il pergolato vicino al palazzo... il lungo viale che collega la parte inferiore del giardino a quella superiore...

 

        

 E' stata una bellissima esperienza di vita e anche se forse gli studi per la botanica non apparterranno al mio futuro sono ugualmente felice di aver potuto partecipare solo per un poco a tutto questo... E' stato soprattutto bello osservare come uomo e natura, per una volta, possano convivere in modo meraviglioso, come testimoniano gli scoiattoli che si possono vedere correre tra gli alberi e che, con un po' di fortuna, quando se la sentono si avvicinano e si mettono in posa per una foto, come è capitato alcuni giorni fa.

Gli scorci e i paesaggi che si trovano qui sono in qualcosa di meraviglioso ed unico.

 

 

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venerdì, 03 agosto 2007

“ Lo scrittore è un solitario, il lettore di romanzi lo è ancora di più. Lo diceva anche lo scrittore francese Jules Renard che < scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti>. E al contrario potremmo dire che leggere è un modo per ascoltare senza essere obbligati a controbattere.

Quando si va ad analizzare un testo scritto su una pagina di romanzo accade un fenomeno strano : “suonano” come veri e spontanei dei dialoghi del tutto irrealistici e , viceversa, suonerebbe falsa la trascrizione vera e noiosissima , parola per parola, di un dialogo autentico, magari registrato per strada.

Questa stranezza si spiega col fatto che il dialogo e la parola scritta , per loro stessa natura, sono animali molto diversi. Se il dialogo è un pesce che respira e si muove benissimo sott’acqua , la parola scritta ha bisogno d’aria e di terra su cui appoggiare le zampe. Scrivere un dialogo vuol dire dunque  prendere un pesce  e cercare di farlo respirare e muovere fuori dall’acqua.”  Davide Longo

 

“ In un romanzo dopo aver costruito i tuoi personaggi, devi farli dialogare.

E’ il momento più difficile. Non li controlli più. Sono loro che parlano.

Vorresti costringerli a dire qualcosa che vuoi tu ma loro ti scappano di mano.

Finora potevi muoverli come marionette… magari protestavano, soffrivano, forse addirittura si ribellavano. Ma, alla fine, facevano quello che tu avevi deciso.

Ora però sono liberi. E’ come se avessero tagliato i fili con i quali li controllavi.

Ora sono loro che parlano, non tu “   Davide Pinardi

 

Ho preso spunto da due grandi esperti di scrittura per dirvi quanto, a volte, non sia facile scrivere. Leggendo quanto scritto sopra, sembra impossibile credere che un personaggio si ribelli o che ti possa addirittura scappare di mano.

Ma vi assicuro che è così. Molte volte mi è capitato di avere già in mente tutta la storia, o gran parte di essa, e arrivare ad un punto in cui non ti è più possibile far nulla, perché i tuoi personaggi, strada facendo, si sono rivelati diversi o sono cambiati rispetto al loro disegno che tu avevi creato nella tua mente.

Che fare? Continuare per il sentiero stabilito o lasciare che tutto si evolva naturalmente?

E’ incredibile scoprire che abbandonando per una volta la strada sicura per quella incerta si rivelino allo scrittore dei tratti del proprio personaggio del tutto inaspettati o magari nascosti.

E’ proprio per questo che la scrittura riserva sempre emozioni nuove… A volte inizio una storia e mi blocco… altre invece, in un momento, come in una folgorazione, mi viene in mente tutto lo svolgimento e anche il finale, cosicché mi vedo costretta a fermarmi ad annotarlo…

Il breve viaggio in Francia mi ha fatto ritornare l’ispirazione, suggerendomi un‘idea per un nuovo racconto e con mia grande felicità proprio in questi giorni mi è stato proposto di scrivere una storia a quattro mani… Sono sicura che sarà un bellissima esperienza.

Domani parto nuovamente per il mare, anche se questa non sarà una vera e propria vacanza… Chissà che, una volta tornata, non abbia imparato a coltivare qualche pianta o semplicemente a curare un po’ meglio i fiori…

Altre due settimane senza computer. Sarà dura.

Ma spero di trascorrere dei giorni piacevoli, proprio come è stato in Valle D’Aosta, dove il pensiero di internet era molto molto lontano, tanto da non sentirne nemmeno la mancanza.

A presto, baci a tutti

postato da: mac89 alle ore 11:45 | Permalink | commenti (6)
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