mercoledì, 07 maggio 2008

L’eterno ritorno..ma non quello di cui parlava Nietzsche..o forse sì..
Un perenne ripresentarsi di situazioni passate che si susseguono una seconda volta nella loro gioia e nel loro dolore..
Ma a volte non siamo forse noi a volere che si ripresentino e a cercarle assiduamente perché sono state così belle da non poter essere dimenticate ma sempre desiderate anche nel presente?

Oggi, in questo pomeriggio di sole, ho preso la macchina e sono fuggita via per staccarmi dalla noia e banalità della città..per sentire il sole e il vento su di me.. E’ stato bello percorrere strade lunghe e libere e guardare ogni tanto dal finestrino il mare limpidissimo..

Sono tornata in un luogo che ha rappresentato tantissimo per me..arrivata a quei cancelli chiusi che racchiudevano un prato con al suo interno un palco importante, mi sono fermata e sono rimasta ad osservare ed immaginare con la mente scene di un passato non molto lontano,ma che ora non c’è più..
Tante cose si disegnavano, tante altre nonostante i miei sforzi rimanevano confuse e sfumate..

 

Empty spaces - what are we living for?
Abandoned places - I guess we know the score..
On and on
Does anybody know what we are looking for?

Another hero - another mindless crime.
Behind the curtain, in the pantomime.
Hold the line
Does anybody want to take it anymore?
The Show must go on..
The Show must go on..
Inside my heart is breaking,
My make-up may be flaking,
But my smile, still, stays on..

postato da: mac89 alle ore 18:02 | Permalink | commenti (13)
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venerdì, 18 aprile 2008

Eccomi tornata a scrivere..
Giornata stancante quell appena trascorsa; la simulazione è stata una sorpresa, e non nel senso positivo del termine. Io credo che siano piuttosto inutili; certo, ti permettono di capire la dinamica dell'esame, facendoti vedere la struttura della domanda e la tipologia di risposta che si esige,e per questi aspetti servono sicuramente, ma per il resto sono davvero solo simulazioni.
Si ha la possibilità di disporsi come si vuole nei banchi, di consultarsi e in alcuni casi anche di leggere qualche foglietto che si è preparato per sicurezza.
Non dico che all'esame saremo sotto i riflettori con commissari che controlleranno ogni nostro movimento, ma sicuramente ci sarà più attenzione, come è giusto che sia.
E poi il risultato delle simulazioni può ingannare e non rispecchiare quello della prova vera d'esame; se la simulazione va bene ci si convince che sarà così facile anche all'esame e ci si adagia, se va male, al contrario, ci si abbatte.

Abbandono volutamente l'argomento perchè adesso ho davanti a me un weekend di quasi relax, e non voglio pensare a ciò che sarà, come faccio già ogni giorno..

" Un tempo conoscevamo quella terra, Tu ed Io,
e una volta là vagando siamo andati
nei lunghi giorni da lungo tempo nell'oblìo..
una bimba bruna, un bimbo dai capelli dorati..
Per i sentieri del pensiero

al focolare nella stagione chiara e bianca,

o nelle ore intessute di blu crepuscolare
di piccoli letti rimboccati d'estate nella notte stanca,
nel Dormire tu ed io viaggiammo sicuri
e là ci siamo incontrati,

là dove i tuoi capelli tingevano di luce la nostra via" 
( da "La casetta del Gioco Perduto"
in Racconti ritrovati J.R.R.Tolkien )

 

Girovagando ho trovato questa citazione da un racconto di Tolkien che mi ha colpito..
Non sono molto esperta di quest'autore di cui tutti conoscono solo la sua più famosa opera letteraria, Il Signore Degli anelli, ma devo ammettere che, nonostante non mi sia mai piaciuto il fantasy, forse per uno stupido ed infondato pregiudizio, in questi anni mi sono avvicinata a questo genere, ricredendomi su molti punti.
Sono rimasta colpita dal collegamento stretto che questi racconti hanno con la realtà, che invece si crede sia assente e forse proprio per questo li si considera meno.

Grazie ad un amico, ho capito il profondo significato dell'anello che Frodo deve portare per distruggerlo..il peso che ogni uomo deve portare sulle proprie spalle, e se non lo farà lui nessuno potrà farlo..perchè alcuni nostri problemi possiamo affrontarli solo noi e per quanto si possa pensare di poter scappare, nessuno può fuggire da se stesso..

Cambiare il cielo sotto cui viviamo, non cambierà quello che si agita dentro di noi, perchè troppo importante, grande, profondo,radicato..inspiegabile..

Frodo ha bisogno di portare a termine la missione che gli è stata affidata, ma anche quando ha distrutto l'anello, causa della discordia degli uomini, sente che il suo viaggio non è concluso..
Non riesce a ritornare alla sua vita di sempre, perchè troppo profonda è stata la ferita che gli è stata inferta..
Deve guardare in se stesso..

Quante volte noi rimaniamo segnati da un fatto per tutta la nostra Vita, nonostante le mille esperienze successive?
Tutto questo mi ha affascinato moltissimo, come credevo non potesse mai accadere, essendo una persona molto realista che non si lascia influenzare dalle storie di magia..
Ma questo intreccio di fantasia e realtà, di Vita, è davvero incredibile e credo possa servire come riflessione.

Il passo che ho citato prima mi fa venire in mente una strada lunga di campagna immersa nella calda atmosfera di un viale alberato, i cui alberi perdono le foglie che delicatamente si adagiano sul terreno, colorandolo..
In lontananza, avvolti da una tenue luce, due bambini che camminano e si guardano attorno tenendosi per mano..Non sanno cosa preserverà loro il futuro, non sanno cosa ci sarà alla fine di quel sentiero, ma sentono che l'unica cosa che conta è che si tengano per mano, perchè il cammino è meno duro così..
Sarà stato solo un sogno? Nessuno lo sa..

Là si sono incontrati ed hanno deciso di proseguire il loro viaggio insieme..

 

postato da: mac89 alle ore 20:09 | Permalink | commenti (21)
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martedì, 08 aprile 2008

Il regalo è un oggetto che viene donato ad una persona per un’occasione particolare o per il semplice desiderio di farlo, senza alcuno scopo se non quello di renderla felice.

Sembra sciocco, ma a volte, per fortuna, la si pensa ancora così..si sente il bisogno di donare qualcosa a qualcuno perchè quel qualcuno significa tanto e si vuole esternare tutto l'affetto anche attraverso un oggetto materiale, come se tutto il resto non bastasse.

Ma di questo ha bisogno l'uomo. Di ennesime conferme materiali che giustifichino la sua Vita, e non sempre questo è un male.

I regali ricevuti con questo spirito sono quelli che fanno respirare profondamente, e fanno in tal modo esprimere il grazie più grande che si possa mai pronunciare.

Sono quelli che ti lasciano a bocca aperta e trascinano in una dimensione alla quale forse prima non si era mai creduto, perchè in mezzo alle tante brutture del mondo, non ci si ricorda che esiste anche qualcosa di diverso, e ci si sorprende per un atto di affetto gratuito senza tornaconto.

E' un po' triste questo, ma quanto è bello potersi ricredere..

I regali più belli sono un dono che presuppone una scelta attenta derivata dalla profonda analisi della personalità che li riceve.. Nessuno di essi è mai casuale..

 

E se vi regalassero una stella?

 

Incredulità, stupore, ammirazione, amore, senso di infinito.

Queste le sensazioni che ho provato e che provo io.

Non avrei mai pensato che si potesse davvero regalare a qualcuno una stella, ma è così.

 

Scegliere una costellazione e all'interno di essa una stella..sapere le esatte coordinate per poterla osservare nel cielo..alzare ogni sera gli occhi per ammirare un qualcosa di visibile a tutti ma che appartiene solo a te..

Non ti appartiene perchè hai deciso e si è concordato che è tua, ma perchè qualcuno ha voluto donartela.

 

Avevo pensato di regalarti una stella..ti piacerebbe?

E' la cosa più bella che qualcuno possa regalarmi.

E non mi importa se tutti la potranno vedere e godere della sua luce..

Solo io saprò cosa significa..solo io saprò quale grande importanza ha quel puntino nel cielo che, nonostante la sua piccolezza, brilla più di tutte le altre stelle..

 

Quale nome vuoi dare alla tua stella?

E' così difficile scegliere una parola che riesca a contenere tutti i sentimenti e pensieri che si affollano nella mente..si vorrebbe esprimere tutto quello che si sente dentro al proprio cuore, specialmente di fronte ad una cosa così importante..

 

Non so ancora come si chiamerà ma, come la persona che me la donerà, sarà sempre là, per me, per sempre.

 

 

 

( EDIT- 13-04-08: Non credo che riuscirò ad aggiornare questa settimana causa preparazione alla simulazione di terza prova.. Bisogna tener duro.. L'importante è che le stelle rimangano sempre lì..sempre lì..)

 

 

postato da: mac89 alle ore 20:32 | Permalink | commenti (28)
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giovedì, 03 aprile 2008

Mi piace…mi piace terribilmente dialogare con me stessa.

Quando mi ritrovo da sola è la mia occupazione preferita, e se poi è accompagnata da buona musica di sottofondo il tutto è perfetto.

Secondo me ogni libro, ogni recensione, ogni scritto di qualsiasi genere può essere associato ad una canzone, ed in tal caso, assume un significato particolare mentre lo si legge.

Non ci sono strani effetti, semplicemente una melodia riflette benissimo lo stato d’animo perché è capace di far danzare le parole che si leggono su un foglio e si crea un’atmosfera quasi magica. A volte, quando mi ritrovo a leggere cose che so già essere molto belle, o perché le ho già lette o per sentito dire, mi “preparo” e scelgo accuratamente la musica di sottofondo.

E’ come un arricchimento in più.


Per alcuni testi può andar bene una melodia generalmente dolce, per esempio, per altri una più ritmata, ma in alcune occasioni mi è anche capitato di attribuire con sicurezza una canzone ad un racconto preciso…Non so spiegarvi il perché, si sente a pelle.

E sapete qual è la cosa più bella?

Trovarla per caso, mentre si è intenti a fare dell’altro, con la mente che vaga in luoghi sconosciuti…
Ad un tratto si riprende il controllo della situazione, qualcosa ci distrae dalla confusione generale dei nostri pensieri, ci si concentra allora su quella percezione e ci si accorge che si tratta di una melodia che si accorda meravigliosamente con quello che stiamo leggendo o con la situazione in cui ci troviamo.

A quel punto un sorriso si forma impercettibile sulle nostre labbra e ci si sente quasi soddisfatti, pur senza aver fatto nulla.


Poche canzoni sono capaci di trasmettermi sensazioni forti; non ho problemi a dire che il mio genere preferito non comprende la musica metal o il rap, è sempre stato così.

Non si tratta solo del troppo chiasso, che si ritrova anche in tantissime altre canzoni, né dei testi senza senso, perché molte brani anche se hanno una bella melodia contengono un testo scadente.

Per quanto mi riguarda è un fatto di “piacere” nell’ascoltare musica…quella sensazione di appagamento e quasi di felicità ci deve essere sempre.

Io in quel genere non le riesco davvero a trovare.

Penso ancora , come qualche anno fa, che tutto ciò sia legato al mio carattere, che inevitabilmente mi porta a preferire melodie più “lente” e talvolta malinconiche.

E’ anche vero che non disprezzo per niente canzoni allegre e di rock perché sono davvero in grado di trasmettere la giusta carica d’energia.


Ecco che si ritrova confermata la mia precedente teoria…

Ad ogni cosa si può associare una canzone: un libro, un gesto, una situazione...
 Parlando delle persone un po’ più riflessive come me, quando ci si sente tristi , arrabbiati o delusi si ascolta un brano dalla melodia lenta, quando invece si è felici e soddisfatti,anche solo di una giornata, di un momento, allora si preferisce una canzone energica e molto ritmata che amplifichi la felicità che si sente dentro sé.

Altri invece si imbottiscono letteralmente di una musica assordante in tutti i sensi, quasi per non sentire il resto.

E’ come una conferma del proprio stato d’animo, non credete?

Quanto mi affascina tutto questo…

                                                                                          (In Viaggio)

 

 

 

 

Pensieri scritti un anno fa.. sembra ieri.. ma è incredibile constatare quanto essi mi appartengano ancora..
In un modo o nell’altro, tutto torna.

postato da: mac89 alle ore 13:30 | Permalink | commenti (15)
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sabato, 29 marzo 2008

Poche cose sono in grado di trasmettere una gioia vera, una felicità che entra senza fatica dentro al cuore e che, poco a poco, si diffonde in ogni fibra del corpo e si radica, come a non voler più andar via.

Poche cose fanno stare davvero bene, e nel momento in cui si fanno trasmettono così tanto e avvolgono così interamente da non poter pensare più ad altro, se non alla strana sensazione che si sente dentro sé.. quella di sembrare per un attimo un pochino rialzati da terra, quella di poter respirare a pieni polmoni come se non ci fosse nulla ad impedire il passaggio dell’aria..

Loro ci sono riusciti.

Ma loro non sono delle cose, non lo sono affatto..


Prima dell’anno scorso molte cose erano diverse.. oltre alla scuola, ero impegnata come il mio gruppo e la danza, e queste attività mi hanno dato grandi soddisfazioni, dall’incisione del nostro cd, a tutti i concerti fatti anche in trasferta, dalle lezioni normali ai meravigliosi saggi..

Momenti che vanno e non tornano più, ma che restano chiusi per sempre in un angolo che non conosce il buio.

Oggi posso dire che qualcosa è cambiato. Non ho più la musica e la danza, ma ho conosciuto qualcosa che mi sa donare le stesse forti emozioni, ma con qualcosa in più.

 



Loro sono tutto.. Sono il dolore, la gioia, le piccole ferite, la serenità, le lacrime, i sorrisi, i piccoli dispetti, gli abbracci, i capricci, i momenti di felicità, le ginocchia sbucciate, i giochi, la tenerezza, la purezza..

Loro sono ciò che hanno reso le mie giornate più felici.

Non riesco a descrivere ciò che sento dentro di me quando varco quella porta.. la piccola discesa apre la via su un immenso salone, che nonostante la sua grandezza non è mai vuoto.. anche poche presenze sanno riempire ogni spazio, come se un gigantesco sole illuminasse tutto con la sua intensa luce..

E poi, mentre scendo lungo quel piccolo corridoio, intravvedo delle piccole ombre che corrono verso di me..

Ad ogni passo queste si fanno più grandi e acquistano corpo e spessore, mentre il sorriso si allarga sempre più sul mio volto..


Arrivo nel salone e vengo letteralmente travolta dalla tenerezza che mi abbraccia, mi bacia e mi stringe forte.. sembra non volermi lasciare andare ed intensifica la stretta..

Io ricambio, completamente rapita da quella piccola magia che mi avvolge e di cui inspiegabilmente sento di non poter fare più a meno..

Loro hanno saputo donarmi qualcosa che mi mancava.. sono riusciti a far sorgere sul mio volto un sorriso sincero e non contaminato da nulla.. sono stati in grado di donarmi un calore grandissimo solo attraverso un abbraccio o una carezza.. sono riusciti a farmi ridere come non mai..

Ma come faccio a non pensare a loro?

Come faccio a dimenticare Elisa ed Alice che ogni volta che mi vedono mi corrono incontro e mi saltano in braccio?

Come faccio a non essere felice quando mi vengono a cercare per farmi il solletico e farselo fare a loro volta, con il desiderio di farsi rincorrere per tutto il salone e giocare insieme, come ieri?

Sono le piccole fatine che costellano la mia Vita, insieme a tutti gli altri.. le piccole stelle che mantengono il cielo della mia Vita sempre luminoso..


La nuova realtà di cui faccio parte ormai è dentro me e ogni volta è sempre come la prima.. durante la lezione di pallavolo quando tentiamo di insegnar loro le basi non prescindendo mai dal divertimento.. durante i tornei di calcetto... durante la pentolaccia.. durante i giochi di gruppo.. durante le corse per tutto il salone.. durante i meravigliosi campi..

Quest’estate sarà un’altra avventura che non vedo davvero l’ora di vivere..


Non mi importa nulla delle persone che non credono in tutto questo o che credono che sia solo una perdita di tempo.

Forse una volta ci sarei stata male, chiedendomi continuamente perché dovessero essere maligne nei confronti di una cosa bellissima, ma adesso non me lo chiedo più.

Ho capito che è tutto troppo bello per essere offuscato da cose così inutili e vane.

Ho capito che forse tutte le persone che reagiscono con un atteggiamento sufficiente e scocciato ogni volta che gli si racconta di un campo trascorso con i bambini, sono troppo sole.

Ho capito che tutto quello che ho ricevuto finora, nessuno me lo aveva donato, e ora come mai ne ho bisogno..

Io e loro.

Grazie.



Un bambino dai capelli neri si era avvicinato al grande albero e si era seduto ai suoi piedi…

 Non parlava, ma dai suoi occhi scendevano piccole lacrime che gli rigavano il viso,

 e che rendevano il suo sguardo molto triste e malinconico.

Non sembrava arrabbiato… solo deluso ed infelice, come se gli avessero portato via una cosa a lui preziosa, e non ci fosse la possibilità di tornare indietro…

Sembrava isolato dal mondo, come se nessuno potesse capire il suo dolore, o forse proprio lui non poteva rivelarlo…

Mentre osservava impotente la scena, vide una bambina con un vestito rosa antico

avvicinarsi al piccolo cuore solitario…

Aveva dei grandi occhi marroni e tenere ciocche castane le scendevano sulle spalle con un fare un po’ sbarazzino, assumendo la forma intangibile del vento che continuava a soffiare.

Rimase lì ferma in piedi ad osservare per attimi interminabili

quel bimbo che piangeva

in silenzio sotto il pesco in fiore…

All’improvviso voltò lo sguardo e notò che un piccolo petalo di quel grande albero si era posato sul terreno vicino a lei…

Si chinò e dolcemente lo prese tra le mani, facendo attenzione a non rovinarlo.

Lei da lontano si accorse che quel petalo era proprio il segno che le aveva fatto scoprire la lettera

ed impercettibilmente sorrise, completamente rapita da quella scena.

La bambina si sedette ai piedi del pesco,

proprio vicino al cucciolo d’uomo che aveva ancora

 il volto segnato dalle lacrime…

Dolcemente gli porse il delicato petalo…

Il bambino si voltò verso di lei meravigliato,

guardandola con i suoi piccolo occhi castani…

 Lei gli rivolse un tenero sorriso. Di colpo il bambino sembrò cambiare…

Ora non piangeva più, ma era perso nell’osservare i grandi occhi di quella piccola creatura

che così delicatamente si era mostrata a lui donandogli un qualcosa di prezioso…

Sembrava che quel gesto avesse riempito di felicità il solco del suo cuore, scavato poco prima dal dolore.

Con lo sguardo più dolce che potesse donarle,

accettò il petalo e teneramente le prese le mani,

stringendole tra le sue…

La bambina, non smettendo di sorridere, strinse impercettibilmente la sue.

Il suo sguardo sembrava dirgli che non lo avrebbe lasciato mai.

 

(Petali di pesco)

 

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lunedì, 24 marzo 2008

I giovani stanno male.

E non per le solite crisi esistenziali che costellano la giovinezza, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo, si aggira tra loro, penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri, cancella prospettive ed orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendoli esangui.

Le famiglie si allarmano, la scuola non sa più che fare. Solo il mercato si interessa a loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove ciò che si consuma è la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di far intravedere una qualche promessa.

Va da sé che, se il disagio non è del singolo individuo,l’origine non è psicologica ma culturale.

Perciò inefficaci appaiono i rimedi elaborati dalla nostra cultura, sia nella versione religiosa perché Dio è davvero morto, sia nella visione illuminista perché non sembra che la ragione sia oggi il solo regolatore dei rapporti tra gli uomini.

Resta solo la ragione strumentale che garantisce il progresso tecnico, ma non un ampliamento d’orizzonte.

C’è una via d’uscita? Si può mettere alla porta l’ospite inquietante? Sì, se sapremo insegnare ai giovani l’arte del vivere come dicevano i Greci, che consiste nel riconoscere le proprie capacità e nell’esplicitarle e vederle fiorire secondo misura.

Se proprio attraverso il nichilismo i giovani, adeguatamente sostenuti, sapessero compiere questo primo passo capace di farli incuriosire e innamorare di sé, l’ospite inquietante non sarebbe passato invano.


Questa è la prefazione de “L’ospite inquietante- il nichilismo e i giovani”, di Umberto Galimberti, libro che mi è stato consigliato da una cara amica che ha creduto che potesse interessarmi, ed in effetti è stato così.

L’ho trovato degno di nota oltre che tremendamente attuale.

12 capitoli che affrontano una serie di tematiche del giorno d’oggi connesse a questo ospite che si aggira tra i giovani…il nichilismo, ossia la volontà del nulla, ogni atteggiamento di fuga e di disgusto nei confronti del mondo concreto, un azzeramento completo di tutti i valori in cui fino a poco tempo prima si era creduto.


Io credo che tutto ciò sia vero… Sembra che ci sia una corrente che allontani sempre più le persone dal vero spirito della vita, dalla sua freschezza, dalla ricerca di una direzione da seguire. Alla fine di questo percorso, è rimasta solo la rabbia, la frustrazione, la voglia di evadere, di gettarsi in qualcosa di estremo alla ricerca di quell’appagamento che nulla ormai può più dare.

E’ una continua sfida, una folle corsa verso una non meta…


C’è soluzione?

Galiberti, riprendendo Nietzsche, inventore del concetto di nichilismo, sostiene che quest’ospite si può mettere alla porta solo se si riuscirà ad insegnare ai giovani l’arte del vivere, come dicevano i Greci, che consiste nel riconoscere le proprie capacità e nell’esplicitarle e vederle fiorire secondo misura…

Il nichilismo si supera quindi attraverso l’esercizio della volontà di potenza, ossia quella forza interiore che spinge l’uomo all’autoaffermazione, per passare dal momento distruttivo al momento costruttivo, ovvero quando l’uomo si rende conto che il senso, non essendo ontologicamente dato, deve essere umanamente inventato...

Perciò progettare di vivere senza certezze assolute, cioè senza valori supremi, non significa distruggere ogni senso, ma piuttosto responsabilizzare l’uomo a porsi come fonte di valori e significati.


Il significato del nichilismo è quindi l’accettare il rischio e la fatica di dare un senso al caos del mondo dopo l’illusione della fede…

Io credo a questa soluzione…credo davvero che le ritrovate certezze dell’uomo possano aiutare a risollevarlo, perché come il nichilismo è stato originato dalla mente dell’uomo, è da lì che deve partire il processo inverso di risalita… ma bisogna stare attenti a dove questa strada porta…


Nietzsche parla di superuomo…un individuo tremendamente sicuro di sé che non ha bisogno di nessuno perché autosufficiente in ogni aspetto della sua vita, senza divinità che gli dicano come deve andare la sua vita…

Ma siamo sicuri che l’uomo sia in grado di sopportare questo fardello?

Siamo sicuri che le responsabilità e la sua superbia non lo schiaccino?

Non cadrà sotto il peso del suo stesso potere?

 

Questo interrogativo rimane aperto alla riflessione di ognuno di noi…

Per quanto mi riguarda cercherò di rendere tutti questi pensieri nella maniera più chiara possibile visto che sono l’argomento della mia tesina…

Un grazie grandissimo a SussurroDiFata che mi ha aiutata molto in tal senso…

Quando le cose sono interessanti, anche se si tratta di dovere, è più stimolante farle…

 

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martedì, 18 marzo 2008

Eccomi finalmente qui a scrivere…è passata più di una settimana dall’ultima volta e di news da raccontarvi ce ne sono. Prima fra tutte il viaggio a Vienna…che dire?

Nonostante partissi per l’Austria, terra che adoro, sentivo fin dall’inizio che non sarebbe stato un viaggio felicissimo, non so se dipendesse dalla preoccupazione per l’esame o da altre cause a me ignote.. e ho indovinato.
Il secondo giorno mi è venuta la febbre a 38 accompagnata da mal di gola, tosse ed altri problemi connessi, che mi sono durati per tre buoni giorni…

Insomma, ho passato più di metà vacanza  in un bellissimo albergo di Vienna… All’inizio mi sono fatta prendere dallo sconforto, non lo nascondo. Quando si sta male in gita e per giunta si è costretti a rimanere da soli tutto il giorno, la tristezza prende di sicuro il sopravvento.
Dopo quel momento però, mi sono un po’ scossa, mi sono messa il cuore in pace per i luoghi che non avrei visto e ho pensato solo alla guarigione. Mi sono armata di pazienza, coraggio e di un sorriso che mi permettesse di ridere della situazione in cui mi trovavo… D’altronde dopo un anno infernale, mi sembrava così crudele il fatto che dovessi passare anche la gita malata… ma ad un certo punto mi è venuto da sorridere degli eventi della Vita…

Dopo un pianto, una risata e la consapevolezza che forse tutto quello era una piccola sfortuna da interpretare come l’ennesima sfida da affrontare per testare la mia personalità… l’ennesima tappa da percorrere per arrivare a sorridere sempre più in seguito, per affrontare tutto con uno spirito che purtroppo non mi è troppo congeniale ma che sto pian piano imparando a fare mio…
In tutta questa situazione,ci sono stati anche episodi simpatici, sapete?

Le mie espressioni buffissime alla vista di tutti quei brodini e i chili di frutta che avrei dovuto mangiare per guarire più in fretta, le chiacchierate interessanti con le cameriere dell’albergo, che ovviamente parlavano solo tedesco e che altrettanto ovviamente avevano tanta voglia di parlare con qualcuno (e cosa potevo dire loro? Ma soprattutto…cosa potevo capire? Non parlavano nemmeno inglese! Eheheheh!), la scena memorabile di quando sono scesa nella hall dell’albergo ed ho chiesto ad un cameriere delucidazioni sulle medicine che dovevo prendere, le cui istruzioni ovviamente erano solo in tedesco (però lui parlava anche inglese!).

“Excuse me, I only want to know if this antibiotic is oral or…”

E qui un eloquente gesto per spiegare l’altra modalità di somministrazione, accompagnato da una sonora e poco contenuta risata… Lui ha riso divertito e dopo un’attenta analisi mi ha detto: “It’s oral!” Ed io: “Oh, well!” E meno male sì!

Insomma, bisogna prendere il lato buono degli eventi, no?

Nonostante la febbre che ha impedito la mia visita di Vienna, sono riuscita a visitare la splendida Salisburgo e la caratteristica Innsbruck, e ne sono felicissima.

E’ stata un’emozione fortissima sapere di essere nella cittadina in cui molti anni fa è stato girato uno dei film a cui sono più affezionata…

Il convento di Maria, la villa della famiglia Von Trapp, il parco Mirabell in cui i bambini hanno cantato e ballato felici vestiti solo di pezzi di stoffa, il cimitero in cui si sono nascosti per sfuggire ai nazisti, le fontane in cui sono bagnati, il teatro all’aperto in cui hanno cantato al festival, i prati su cui hanno giocato e cantato spensierati, le montagne che hanno accolto la loro fuga…


Mi sono ripromessa di ritornarci quest’estate, come regalo di maturità… Anche solo tre giorni per visitare una cittadina incantevole fonte di ricordi incredibili, vivi ancora oggi.

Deliziose come sempre le insegne e le vetrine dei negozi, curate nei minimi particolari per dare risalto alle cose meravigliose che si vendono all’interno.

Qualcuno ha accusato questi luoghi di essere finti e troppo costruiti, ma io dico, e se anche fosse? Che male c’è se poi il risultato è quello di sentirsi bene alla vista di quelle cose meravigliose? Che male c’è ad evadere per un attimo dalla realtà concedendosi la piacevole vista di vivaci colori o di sane montagne?


E poi io ho potuto osservare che anche le persone non sono così scorbutiche come si pensa… La ragazza da cui ho preso una meravigliosa collana è stata gentilissima ed abbiamo parlato per molto tempo insieme in modo piacevole…

Quante cose si danno per scontate, quanto è stupido e privo di senso il sentire comune…

Si dice che… Là sono così…

Dice chi? Così come?

Nemmeno lo si sa…

Nonostante il viaggio non si andato nel migliore dei modi, credo di aver sviluppato dentro me un po’ di quella corazza di cui avrò particolarmente bisogno quest’anno per concludere un faticoso percorso che dura ormai 5 anni, per poi iniziarne un altro, come tutti.

E poi ho così tanti percorsi aperti che non ho intenzione di chiudere… così tanti progetti che aspettano di essere concretizzati…così tante scelte da fare…così tanti viaggi da compiere se lo vorrò…

Che la luce abbia sconfitto il buio?

 

 

postato da: mac89 alle ore 20:34 | Permalink | commenti (20)
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mercoledì, 05 marzo 2008

 

E' un periodo un po' particolare per me, e lascio che questa foto esprima ciò che forse in questo momento non ho la forza di dire...
Nulla di grave è capitato, solo che dentro di me si agitano tanti sentimenti, talvolta apposti, e non sempre riesco a farli convivere.. o sento che questa convivenza mi lacera un po' e non mi lascia intravvedere le cose belle..
E la cosa più assurda è che io so benissimo quali esse siano, ma devo continuamente lottare col mio carattere..

Stranamente in questo momento non trovo giusto scrivere e parlare tanto.. sento il bisogno di affidarmi totalmente a quest'mmagine dolce e un po' malinconica, cullata dalla canzone Sunrise di Norah Jones, fonte di tenere sensazioni ed importanti ricordi..

Lunedì parto per Vienna e spero che il candore dell'Austria mi doni ciò di cui ho bisogno..

Sunrise.. Sunrise.. Looks like morning in your eyes..

postato da: mac89 alle ore 13:50 | Permalink | commenti (23)
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mercoledì, 27 febbraio 2008

In questo periodo sto latitando molto su questo blog e su internet in generale, e mi dispiace, ma anche volendo non riesco a trovare il tempo per pensare a qualcosa da poter scrivere... Anzi, a dire la verità, ultimamente non trovo nemmeno il tempo per collegarmi, e le poche volte che riesco a farlo, la connessione non funziona.
E vabbè, c'è di peggio...

Comunque adesso sono qui, finalmente, e ho voglia di scrivere un po'.
Questa mattina l’ho dedicata interamente alla simulazione di terza prova e sono davvero esausta...
Ieri sera ho studiato fino a tardi, ben consapevole del fatto che non avrebbe aiutato ai fini della conoscenza, visto che, arrivati a quel punto, le cose o si sanno o non si sanno.
Ma che devo dirvi? Sono fatta così, ho sempre paura di tralasciare qualche dettaglio e di pentirmene il giorno della prova... Il risultato è che sono stanchissima ma forse leggermente più soddisfatta.

Le materie della simulazione di oggi erano inglese, latino, matematica e filosofia.
Inutile dire che quella che mi preoccupava di meno era filosofia, perché è di sicuro quella che studio più volentieri ed è forse per questo che mi riesce bene, anche se a dire la verità oggi mi ha messo un po’ in difficoltà…
Adoro moltissimo anche la letteratura inglese, soprattutto quest’anno…
Prima i poeti romantici, ora Wilde e Shaw… Sono autori diversi che però racchiudono sempre qualcosa di estremamente interessante.
Per quanto riguarda latino, nonostante io vada ad un liceo classico, era la materia di cui ero meno sicura: non avevamo mai fatto un compito serio di letteratura, quindi era ovvio che fossimo preoccupati in tal senso… Oltretutto abbiamo dovuto studiare dei passi lunghissimi di Seneca e Lucrezio a memoria, e questo sicuramente non è stata una passeggiata.
Di matematica ero stranamente tranquilla, ma forse non c’è da stupirsi neanche più di tanto visto che nel mio liceo le ore scientifiche sono tante quante quelle umanistiche e si lavora come ad uno scientifico vero…
Il senso comune imporrebbe che vi fosse una gerarchia di materie o che quantomeno vi fosse una scala di importanza e quindi di impegno, altrimenti non avrebbe senso la scelta differente, ed un classico sarebbe uguale ad uno scientifico.
Ma purtroppo è esattamente così… Tutti pretendono tantissimo nella loro materia e poco importa che non sia di indirizzo, anzi alcuni insistono proprio per questo, per dimostrare che la loro materia non è da calpestare e fanno lavorare ancora di più del normale.
Risultato? Massimo studio ed impegno in tutte le materie e stanchezza non indifferente. Oltre ad una grande dose di nervoso che, nel mio caso, si aggiunge all’insicurezza perenne e alla paura di deludere.

Ci sono persone che hanno vissuto benissimo gli anni del liceo, divertendosi come pazze e studiando il giusto… Per me non è stato così, ma ormai non me ne lamento più; tra qualche mese finalmente sarà tutto finito ed inizierà un nuovo capitolo.

Non sono una sognatrice fuori dalla realtà e so che il cambiamento non significa un effettivo miglioramento perché l’università non è uno scherzo, ma io ho proprio bisogno di cambiare realtà, dedicarmi a qualcos altro di completamente diverso, capire se posso farcela anche in un altro ambiente. E poi sono anche curiosa di vedere se la facoltà che ho scelto corrisponda ai miei pensieri…

Un passo alla volta, per ora va già bene così…

Mi volto e vedo così ben presenti nella mia mente i campi e i bivacchi di quest’estate, mentre sono già così lontani…
Sono felicissima di aver iniziato l’attività all’oratorio, insegnare pallavolo ai bimbi è davvero divertente e stimolante, e mi rende felice.

Spero che nulla vada perduto, e che sia ancora lì quando potrò
dedicargli tutto il mio tempo.

“Un ragazza che prima era sempre stata insicura di se stessa e che non aveva mai pensato veramente a dove dirigere la sua Vita, forse per la paura di dover scegliere, adesso si sentiva in pace con se stessa e dentro lei vi era la voglia di andare avanti per scoprire se il suo cammino sarebbe stato quello che, dopo la lettura, lei aveva immaginato nella sua mente.

Non si trattava di sciocche illusioni o vana utopia, ma solo della voglia di sfidare se stessa, consapevole del fatto che sarebbe andata incontro a grandi delusioni, ma anche ad indescrivibili soddisfazioni.”

 

Petali di pesco

 

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lunedì, 18 febbraio 2008

Il rumore del vento.

Riusciva a percepire solo quello, anche se talvolta persino quel lieve mormorio era velato da un silenzio irreale. L’estate era nel pieno del suo vigore, gli alberi regalavano con i loro fiori la vitalità della natura e i colori del tutto esprimevano la gioia del vivere.

Non era così usuale quello spettacolo; le città erano tutte caratterizzate dall’incontrollabile fretta dettata dalle preoccupazioni e dagli affanni di una Vita percorsa troppo velocemente e il risultato di questo stato d’animo si poteva chiaramente osservare nel colore pallido dei prati dei pochi giardini che ancora vi erano, e soprattutto nella tristezza degli alberi.

Non sapeva perché, ma era sempre riuscita a capire le sensazioni di un albero.

Molti ne guardavano il tronco per contare gli anni che aveva, altri le foglie per constatare la sua salute, altri ancora il fogliame intero per evitare che creasse fastidi.

Lei invece non era mai riuscita a pensare a quelle cose.

Ogni volta che osservava il tronco, il suo sguardo pian piano saliva verso l’alto per ammirare l’armonia del tutto, come se la semplice vista del legno non le desse soddisfazione perché quella non era l’albero, ma solo una parte.

Lei si perdeva nell’osservare la Vita che le si offriva davanti e riusciva sempre a capire se in quella creatura ci fosse felicità o tristezza.

Non sapeva spiegare il perché, e forse non voleva nemmeno provare a farlo.

Perché rovinare tutto con semplici e banali parole? Agli sguardi scettici delle persone intorno a lei, nel caso si fossero domandate il suo metodo di giudizio, avrebbe risposto che era così che vedeva il mondo.

E non le importava se questa risposta sarebbe risultata infantile e priva di senso.

Lei era oltre tutto questo perché rapita da altro.

Era affascinata dalla tenerezza che un albero poteva comunicare, completamente innamorata di quell’ombra che ogni volta, al calare del sole, si creava sul terreno, accarezzando cose e persone.

Era semplicemente incredibile quanto la natura comunicasse con gli uomini e quanto loro non se ne accorgessero…

La stessa ombra che ogni albero rilasciava la sera, era una parte della sua essenza che secondo il ciclo della natura veniva regalata al paesaggio esterno, costellato da milioni di altre creature…

Ed era proprio nell’intrecciarsi delle ombre di ognuna di loro che avveniva la comunicazione inconsapevole ma necessaria…

Lei non sapeva perché tutto questo continuava ad affascinarla anche adesso, a distanza di anni dalla sua infanzia.

Forse in un angolo della sua mente si era nascosto un bambino che continuamente le suggeriva come colorare le sue giornate, o forse era lei stessa ad aver bisogno di qualcosa di diverso dalla solita quotidianità, e aveva trovato dentro di sè la sua chiave di lettura del mondo.                   

                                              (Petali di Pesco)

 

 

Questo è l’inizio della mia ultima storia, finita proprio ieri…

Voglio dedicarla di tutto cuore alla persona che mercoledì compie gli anni e che oggi è stata festeggiata a dovere, con tanto di sorpresa, da persone che le vogliono un bene grandissimo e che vedono in lei un importante punto di riferimento.

Dedico questo mio racconto particolare anche a queste stelle luminose che sono apparse inaspettatamente sul mio cammino, rendendolo davvero degno di essere vissuto.

 

Grazie, dal profondo del cuore.

 

postato da: mac89 alle ore 20:48 | Permalink | commenti (20)
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